Catania, “Far West”: un video sull’abusivismo commerciale. L’ennesima denuncia pubblica di Confcommercio


Pubblicato il 07 Agosto 2012

L’organizzazione dei commercianti utilizza un filmato per rilanciare ancora una volta un tema devastante per la città e la sua economia…

a cura di Iena Ambulante

Immagini scherzose di ambulanti in piena attività nelle strade cittadine, montate sulle note del re del country Johnny Cash per raccontare, attraverso un video, il commercio illegale che a Catania è ormai diffuso a macchia d’olio. Serie, serissime, invece, le dichiarazioni del vice presidente nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia Pietro Agen che insieme al presidente Ascom Catania Giovanni Saguto e Francesco Sorbello (nella foto), hanno illustrato la situazione drammatica del commercio ambulante tutta catanese, un problema comunale visto che a Catania manca del tutto l’applicazione della legge, tanto da annunciare un esposto in Procura se non si troveranno soluzioni immediate intorno a un tavolo che coinvolge istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti del Comune.”Da qualunque parte si entri a Catania – esordisce in conferenza stampa Pietro Agen – il biglietto da visita della città sono i carretti degli ambulanti, soprattutto quelli di ortofrutta, pensate che ogni 600 sequestrati farebbero nascere 100 negozi in regola. Quello che Confcommercio chiede da sempre è il sequestro del mezzo e della merce, solo così si scoraggerebbero le centinaia di commercianti non in regola. Ma a Catania non esiste nessuna vera forma di contrasto all’abusivismo commerciale che così è diventata punto ricettivo per l’hinterland, dove il fenomeno, invece, non è così diffuso”.E’ un fiume in piena Agen e nel commentare le immagini del video non le manda a dire a nessuno, men che meno alla classe dirigente.”Dalla sindacatura Bianco la lotta all’abusivismo ha avuto una battuta d’arresto – continua Agen – anche se allora il sindaco cominciò bene ma poi gettò la spugna. I circa 1500 abusivi che operano oggi esclusivamente nel territorio catanese godono magari dell’indennità di disoccupazione e dei benefici statali, tipo la casa popolare o l’esenzione del ticket sanitario, e tutto ciò l’amministrazione comunale sembra non volerlo vedere. Anche perché colpire gli abusivi vuol dire perdere migliaia di voti”.Ciò che la Confcommercio suggerisce è un controllo a tappeto dei commercianti abusivi appostati nelle zone più assurde della città, rotatorie, strisce blu, incroci, strade a 4 corsie dove è vietato sostare, una verifica del pagamento del suolo pubblico, della partita Iva e di tutte le autorizzazioni sanitarie. Perché il commercio ambulante è praticabile e previsto dalla legge ma se effettuato nel rispetto delle regole, comprese quelle del codice stradale.”I controlli – dichiara Francesco Sorbello – sono del tutto inefficaci. Ho assistito a scene inverosimili: vigili che preannunciano il controllo agli abusivi ed altri che comprano il pane, sequestro di solo due casse di ortofrutta a fronte di una cospicua esposizione di merce, abusivi che sfrontatamente vendono nonostante la presenza dei vigili a pochi passi. Se i controlli continuano a essere fatti così è meglio che non li facciano più, ci sentiamo offesi e derisi.”Eppure, ne è convinta la Confcommercio, basterebbero 22 uomini per un buon controllo del territorio, se accompagnato da un decreto sindacale che permetta il ritiro della merce e del mezzo. Meglio ancora sarebbe cercare di mettere in regola quanti più abusivi possibile, come spiega il presidente dell’Ascom etnea Giovanni Saguto.”Esistono tre tipi di abusivi – spiega Saguto – quelli totali, quelli parziali che hanno solo la licenza ma non la copertura fiscale, e quelli che, pur avendo la licenza e tutto, operano però in aree non autorizzate. Noi di Confcommercio ci siamo messi sempre a disposizione di chi vuol regolarizzare la propria posizione ma spesso sono proprio i commercianti che non hanno precisa volontà di pagare le tasse e sfruttano una forma di parassitismo autorizzato, sviluppando un giro d’affare di quasi cento milioni di euro l’anno e creando un mancato gettito per l’erario di circa 27 milioni di euro, parte dei quali vengono meno alle casse comunali, considerato che i commercianti irregolari evadono Iva, Irpef, Tarsu, Inps e suolo pubblico e non sottostanno alle rigide regole in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e autocontrollo alimentare”.


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