Catania. Francesco Tanasi: “maggiori controlli sul cibo che arriva sulla tavola dei consumatori”


Pubblicato il 06 Giugno 2016

di iena consumatrice

Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, scende in campo a tutela della salute dei cittadini e chiede controlli sul cibo che arriva sulle tavole dei consumatori.

“Recentemente – afferma il Codacons nella nota- il governatore siciliano Rosario Crocetta ha parlato della presenza di ‘carni infette in Sicilia’ e dell’esistenza di un ‘business miliardario’ fattosi sistema ‘in grado di coinvolgere centri veterinari e segmenti della macellazione spesso vicini alla mafia’, avvalendosi anche ‘di gravi omissioni nei controlli’ da parte di comparti della Regione.

“Sarebbero -continua la nota del Codacons- secondo le dichiarazioni di Crocetta, immesse sul mercato siciliano carni infette, con l’utilizzo di farmaci abusivi che si teme siano nocivi per l’uomo. Inoltre ci sarebbero veterinari che in accordo con la mafia autorizzano la macellazione di carni infette”.

Dopo le dichiarazioni di Crocetta e la video inchiesta di Report, andata in onda nella puntata denominata ‘Resistenza passiva’, la quale è entrata in una delle strutture di allevamento nazionali e ha mostrato le condizioni illegali in cui vengono tenuti gli animali, il CODACONS, attraverso l’avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’Ufficio legale regionale, chiede con un esposto presentato oggi alla Procura della Repubblica di Catania di avviare indagini sulle condizioni degli allevamenti di animali in Sicilia.

“L’allevamento intensivo in Italia -denuncia il Codancons nella nota- riguarda un giro di affari di decine di miliardi di euro l’anno per la produzione di carne e trasformati a cui vanno sommati i fatturati delle case farmaceutiche per le tonnellate di antibiotici utilizzati” senza i quali “non sarebbe possibile mantenere in vita migliaia di animali negli allevamenti”.

I reati ipotizzati dal Codacons nell’esposto-denuncia sono numerosi, tra cui la violazione della normativa di settore posta a tutela della salute pubblica nella commercializzazione di alimenti, concussione, abuso d’ufficio, truffa aggravata, adulterazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, falsità ideologica, frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, maltrattamento di animali e associazione per delinquere.

“Visti i gravi rischi per la salute dei cittadini -conclude la nota del Codacons- chiediamo ai NAS e alla Procura, afferma l’avv. Sardella, di accertare le condizioni degli allevamenti degli animali destinati alla produzione di carne e trasformati, l’esistenza di omissioni nei controlli, l’eventuale abuso di antibiotici e di farmaci abusivi miscelati nell’acqua, che inevitabilmente dopo essere assunti dagli animali finirebbero sulle tavole dei consumatori”.


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