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Catania, giornalismo e regole: chi le rispetta nella “giungla” rossazzurra?
Pubblicato il 03 Febbraio 2014
Oh che bella città, dove sovrano è il silenzio…
di Iena comunaleIl pasticcio dell’ufficio stampa del comune è sotto gli occhi di tutti. Ma il caro Daniele Lo Porto è troppo distratto. Deve occuparsi di fare i suoi commenti sul Catania per una radio locale, di curare -ma in incognito si dice- la comunicazione di una scuola di teatro. Insomma il “bacchettatore” dell’Assostampa predica bene ma razzola male. Chiede agli altri il rispetto delle regole, salvo dimenticarsene quando è lui che le deve rispettare. Scrive comunicati “di fuoco” contro chi non rispetta le regole e poi chiude tutte e due gli occhi quando c’è da intervenire.
Non dice nulla sullo “sfruttamento” giornalistico nel gruppo Ciancio, silenzio su quanto accade al comune, non una parola su “porgi microfono” non iscritti all’ordine che lavorano per radio, tv e siti internet. Nemmeno un rigo sulle vertenze di giornalisti nei confronti di editori senza scrupoli che continuano ad operare indisturbati.Alla storia di Danzuso, illustrata molto bene sulla pagina Facebook del comune da Ignazio De Luca, va aggiunto che Danzuso avrebbe un contratto privato con Enzo Bianco, presumiamo regolarmente registrato, e uno pubblico con l’Asec trade, ma nei fatti passa le sue giornate a palazzo degli Elefanti.




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