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Catania, la CGIL avvia la campagna per sanità pubblica e tutele negli appalti. Oggi i primi banchetti di raccolta firme
Pubblicato il 16 Maggio 2026
Cgil di Catania Comunicato stampa
È partita anche da Catania la campagna della CGIL per la raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e sistema degli appalti. Nei locali di Zo Centro Culture, si è svolta l’“Assemblea delle assemblee” della CGIL di Catania, in contemporanea con tutte le Camere del Lavoro italiane.
All’iniziativa hanno partecipato delegati e delegate, categorie sindacali, rappresentanti dell’associazionismo e della cittadinanza attiva. Al centro della giornata, il rilancio del Servizio sanitario nazionale e la richiesta di maggiori garanzie per lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti.
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CGIL di Catania, Carmelo De Caudo, che ha indicato il senso politico dell’iniziativa: “Oggi diamo il via alla raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una sulla sanità pubblica, l’altra sul sistema degli appalti”. Una mobilitazione che, ha sottolineato, “porta il nome di assemblea delle assemblee e ci ricorda che il sindacato è ancora un polmone di democrazia in questo nostro Paese”.
De Caudo ha insistito sul carattere concreto della battaglia, soprattutto per il territorio catanese. “Dobbiamo cominciare dai territori, dalle fabbriche, dalle corsie degli ospedali, dalle scuole, dalle piazze. Noi oggi cominciamo da Catania”. Parole che hanno dato il tono a una giornata non rituale, ma costruita come avvio di una campagna diffusa nei luoghi di lavoro e nei comuni della provincia.
Sul fronte della sanità, la proposta punta a rafforzare il Servizio sanitario nazionale, rendere effettivo il diritto alla salute, aumentare il finanziamento pubblico, superare il tetto alla spesa per il personale e investire su assunzioni stabili, medicina territoriale, liste d’attesa, salute mentale, consultori e assistenza agli anziani non autosufficienti. “Il Servizio Sanitario Nazionale è ancora, nonostante tutto, tra i migliori al mondo. Ma ciò non può diventare un alibi per non vedere ciò che sta accadendo”, ha detto De Caudo, richiamando la crisi del sistema pubblico, le code nei pronto soccorso, le liste d’attesa e le difficoltà quotidiane di operatori e cittadini che spesso sono presi direttamente di mira dalla rabbia. Medici e infermieri presi di mira, intimiditi, presi a schiaffi e a pugni, come purtroppo ci racconta la cronaca locale, da parenti di pazienti. Questo è il segnale più drammatico del fallimento di un sistema che non riesce più a rispondere ai bisogni delle persone in tempi accettabili”.
L’altro asse della mobilitazione riguarda gli appalti. La proposta di legge chiede stesso salario e stesse tutele per chi lavora in appalto nello stesso ciclo produttivo del committente, responsabilità più stringenti per le imprese committenti, limiti alle catene dei subappalti nei settori più a rischio e maggiori diritti di informazione e consultazione sindacale. “L’appalto si è trasformato in troppi casi in una condizione di sfruttamento permanente”, ha affermato De Caudo, denunciando una “gara permanente al massimo ribasso, pagata da chi lavora. E questo è molto pericoloso anche per la sicurezza. L’appalto si è trasformato in troppi casi in una condizione di sfruttamento permanente. Non perché l’esternalizzazione sia in sé illecita, ma è sotto gli occhi di tutti come sia diventata uno strumento sistematico per abbattere il costo del lavoro, dividere i lavoratori, indebolire la contrattazione. Una gara permanente al massimo ribasso, pagata da chi lavora.
Parlare di appalti a Catania significa anche parlare di morti sul lavoro. La nostra città si alterna con Palermo in un primato orribile e che non possiamo accettare: quello delle vittime sul lavoro in Sicilia”.
Ai lavori è intervenuto anche Nicola Marongiu, della CGIL nazionale, che ha collocato l’iniziativa catanese dentro il quadro della mobilitazione nazionale: “Questa campagna non è un adempimento organizzativo, ma una scelta politica: portare nel Paese una proposta concreta su due grandi fratture sociali, la salute che diventa sempre più diseguale e il lavoro negli appalti che troppo spesso viene svalutato. La raccolta firme serve a costruire consenso, partecipazione e pressione democratica perché Parlamento e Governo non possano più ignorare questi temi”.
Per la CGIL di Catania, l’Assemblea delle assemblee segna dunque l’avvio di un percorso territoriale fatto di banchetti, assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative pubbliche e confronto con associazioni, istituzioni locali e professionisti della salute. Oggi sabato 16 maggio, dalle ore 10 alle ore 15, la CGIL di Catania sarà presente con i banchetti per la raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e sugli appalti. I punti di raccolta firme saranno allestiti a Villa Bellini, all’ingresso di via Etnea, a Villa Pacini, all’ingresso di via Cardinale Dusmet, in piazza Stesicoro, in piazza Europa e ad Aci Trezza, accanto al chiosco Luna Rossa.


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