Catania, rifiuti e tasse: l’allarme della Confcommercio. Tari che scoppola!


Pubblicato il 24 Febbraio 2014

Continua forte la pressione fiscale…

Si chiama TARI la nuova tassa sui rifiuti che mette in serio allarme i dirigenti dell’associazione dei commercianti di Catania, tanto da averli indotti a chiedere al dirigente dell’assessorato tributi del Comune di Catania il piano finanziario del servizio ed i contratti con le aziende che si occupano della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La nuova tassa sostituisce proprio quella Tares, già Tarsu, che lo scorso autunno era stata oggetto di uno scontro aperto tra commercianti ed assessorato al bilancio, tanto da portare il consiglio comunale a posticipare l’approvazione del regolamento e delle relative tariffe per apportarvi modifiche tali da rendere il tributo meno traumatico.

L’impatto del nuovo tributo TARI, in base ad uno studio effettuato dall’ufficio studi della Confcommercio, potrà essere addirittura traumatico per le aziende: in Sicilia, infatti, gli aumenti potrebbero essere mediamente del 320%.”Le imprese sono allo stremo – afferma Giovanni Saguto, presidente della sezione etnea dei commercianti – e per questo motivo dobbiamo trovare soluzioni affinché non vi siano ulteriori maggiori carichi tributari. Speriamo che con l’assessorato al bilancio e le relative commissioni si possa lavorare insieme affinché il nuovo tributo risponda a criteri di equità e ragionevolezza, e non gravi in maniera insopportabile sulle aziende”.L’applicazione delle tariffe alle utenze domestiche e non solo, deve essere tale da coprire l’intero costo del servizio, ragion per cui la Confcommercio Catania, chiedendo gli atti finanziari ed i contratti, vuole entrare nel merito della gestione del servizio che ha determinato negli anni continui aumenti per residenti ed aziende. “Siamo abituati ad entrare nel merito delle questioni – afferma Francesco Sorbello funzionario di Confcommercio Catania – per poter essere propositivi. Abbiamo perciò chiesto lo scorso 10 febbraio, ufficialmente, al dirigente dell’ufficio, il piano finanziario per avere una visione d’insieme della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Catania e per comprendere il motivo dei costanti aumenti che il tributo sui rifiuti ha registrato negli anni. E’ un’operazione di verifica che compiremo in tutti i comuni della provincia.Grazie all’azione di Confcommercio l’aumento del tributo a Catania è stato decisamente contenuto rispetto a quanto successo in altri capoluoghi, dove si sono registrati anche azioni di protesta e disordini ad opera di cittadini ed imprenditori. La situazione economica è pesante e questo tributo può rappresentare una polveriera se consideriamo che gli aumenti potrebbero arrivare in molti comuni sino al 650% per alcune categorie. Saremo propositivi nel rappresentare la necessità di ridisegnare gli indici e le voci di costo che determinano i coefficienti in termini di ripartizione tra quota fissa e variabile e tra componente domestica e non domestica. Vogliamo superare il più possibile la logica presuntiva ed avvicinarci a criteri basati sulla effettiva produzione dei rifiuti, così come dobbiamo rafforzare i criteri premiali per la raccolta differenziata effettuata dalle aziende. In linea generale la nuova Tari rispecchia i criteri della Tares, dando il potere al Consiglio Comunale di introdurre agevolazioni e riduzioni che siano finalizzati al rispetto di equità e ragionevolezza”.E’ chiaro che le imprese non ci stanno a subire passivamente le scelte fatte a tavolino dalla burocrazia.

 


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