Concluso il convegno regionale “Scuola: quando il disagio chiede ascolto”


Pubblicato il 11 Luglio 2026

Enna, 11 luglio 2026 – Si è concluso oggi a Enna, presso la Sala Congressi dell’Hotel Sicilia, il convegno regionale “Scuola: quando il disagio chiede ascolto”, promosso da FLC CGIL Sicilia e Proteo Fare Sapere Sicilia. Due giornate di intenso lavoro e confronto che hanno visto la partecipazione di dirigenti scolastici, esperti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo studentesco, tutti uniti dall’urgenza di restituire alla scuola il suo ruolo centrale nell’ascolto e nella prevenzione del malessere giovanile.

I lavori, aperti venerdì pomeriggio con gli interventi del Professor Nicola Malizia, di Eliana Chiavetta e del Procuratore Gaetano Paci, hanno offerto una radiografia lucida e preoccupante di un disagio che attraversa le giovani generazioni, manifestandosi in forme sempre più complesse. La tavola rotonda che ha coinvolto istituzioni regionali, docenti e studenti ha acceso i riflettori sulla necessità di superare l’approccio emergenziale e securitario, per costruire invece una rete educativa capace di intercettare il malessere prima che si trasformi in devianza.

La seconda giornata si è aperta con l’intervento del dott. Marco Anello, dirigente dell’USR Sicilia, è proseguita con le relazioni di Monica Fontana e Patrizia Colella sui temi del contratto e della governance dell’intelligenza artificiale, per poi concentrarsi sul dibattito tra i dirigenti presenti, che hanno portato sul tavolo le difficoltà quotidiane di una scuola sempre più chiamata a fare i conti con fragilità sociali profonde, ma priva degli strumenti e delle risorse necessarie.

“La società di oggi – ha detto Anello – presenta sicuramente elementi di complessità enormemente superiori rispetto al passato. La scuola assorbe e riflette questo crescente moltiplicarsi degli stimoli e il disorientamento che ne deriva. Difatti al contempo nella nostra società crescono nuove forme di disagio, che colpiscono in particolar modo le fasce più fragili costituite dai giovani. Le istituzioni scolastiche non possono non mettersi all’ascolto di questo malessere, un ascolto che non sia episodico ma che diventi anche presa in carico del problema”.

A chiudere i lavori è stata Gianna Fracassi, Segretaria Generale della FLC CGIL Nazionale, che ha raccolto e rilanciato le istanze emerse dal convegno, sottolineando con forza la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche educative.

Nelle dichiarazioni conclusive, Adriano Rizza, Segretario Generale della FLC CGIL Sicilia, e Gianna Fracassi hanno voluto tracciare una linea netta tra la responsabilità sociale e quella penale:
Il disagio giovanile non è una questione penale, ma una questione sociale. Di fronte a ragazzi e ragazze che manifestano malessere, disorientamento e rabbia, la risposta non può essere solo il controllo o la repressione. Il governo deve avere il coraggio di invertire la rotta e investire finalmente sul sociale, sulle politiche giovanili e su una scuola pubblica che sia davvero il primo presidio di comunità. Per farlo, però, la scuola ha bisogno di più risorse umane e strumenti adeguati per operare concretamente sul campo dell’educazione all’affettività e al rispetto. Non possiamo più rimandare un intervento strutturale che metta la formazione dei docenti e il potenziamento dell’ascolto al centro dell’agenda politica”, hanno dichiarato i due sindacalisti.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione e proposta della FLC CGIL per difendere la scuola pubblica, rilanciando un messaggio chiaro: investire nell’educazione è l’unica vera prevenzione contro ogni forma di disagio e devianza. L’invito, rivolto a tutta la comunità educante, è quello di continuare a lavorare in rete affinché la scuola torni a essere, come è stato ribadito a Enna, non solo un luogo di trasmissione del sapere, ma un autentico spazio di ascolto, crescita e cittadinanza attiva.


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