Cronaca, Catania: Amt, sciopero autisti


Pubblicato il 10 Dicembre 2018

La Faisa Cisal rende noto di avere proclamato per il prossimo 10 dicembre c.a. una nuova giornata disciopero dei dipendenti dell’Azienda Metropolitana Trasporti Catania Spa (AMT Catania S.p.A.).

Lo sciopero locale sarà di 8 ore e il servizio potrebbe subire, quindi, delle variazioni. Le modalità dello sciopero saranno le seguenti: personale viaggiante: dalle ore 10.00 alle ore 18.00; il restante personale anticiperà di 3 ore la fine del proprio turno di lavoro. 

La nuova giornata di protesta si rende necessaria in ragione della mancata apertura di un serio tavolo diconfronto sul futuro della partecipata comunale da parte dell’Amministrazione Pogliese alla luce delladichiarazione di dissesto dell’Ente.La Faisa Cisal, infatti, aveva sospeso le azioni di protesta intraprese, dopo la mobilitazione dello scorso mese di Ottobre che ha coinvolto l’80% del personale viaggiante di AMT Catania S.p.A., in ragione dellavolontà manifestata da parte del Comune di volere aprire un serio e costruttivo dialogo con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori sul futuro dell’Azienda e sulla volontà di difendere il trasportopubblico locale.

Ad oggi tuttavia dobbiamo, con rammarico, costatare che niente di tutto ciò è avvenuto e che anzi, da piùparti, provengono indiscrezioni su una presunta volontà di determinare la vendita dell’Azienda o di partedi essa. Ecco perché Faisa Cisal – nel manifestare tutta la propria determinazione a difendere i lavoratori di una Azienda che espleta un servizio essenziale che non può formare oggetto di speculazioni economiche al ribasso – partendo dallo sciopero di giorno dieci dicembre è pronta ad assumere ogni iniziativa in grado di ottenere certezza sul mantenimento del servizio di trasporto pubblico locale da parte del Comune e ditutelare i lavoratori di AMT.Il Comune di Catania, infatti, quale proprietario e debitore di AMT, non può proseguire in questo assurdo silenzio verso la partecipata più importante del Comune di Catania.

In questo senso, nello stigmatizzare tale comportamento del Socio proprietario di AMT, ribadiamo con forza l’obbligo e il dovere esistente incapo al Comune di dire con chiarezza, come da noi più volte richiesto a nome dei lavoratori, su quale strategia, quale politica e quali azioni intende assumere nel campo del trasporto pubblico locale considerati gli ingenti tagli di risorse imposti al settore dal Governo Regionale e la “spada di Damocle”che pende su AMT Catania S.p.A. a seguito dell’imminente dichiarazione di dissesto dell’Ente proprietario da parte del Consiglio Comunale. Al Sindaco Pogliese, in particolare non chiediamo all’ultimo momento di sbloccare le risorse, fra l’altro dovute, per pagare stipendi e impegni improrogabili ma di garantire il rispetto del contratto di servizio esistente la possibilità di programmazione dell’azione industriale e, oggi più che mai, di confrontarsi nell’interesse dell’Azienda, dei lavoratori e della Città.

I vertici dell’Amt replicano al sindacato Faisa-Cisal. 

“Le motivazioni alla base della protesta, – scrive Amt in una nota ufficiale – pare sia la necessità di tenere un incontro con il comune di Catania, in qualità di socio unico dell’azienda. Di contro, la stessa organizzazione ha circolato all’interno dell’azienda motivazioni completamente diverse da quelle rese pubblicamente note a mezzo stampa, che attengono invece ad argomenti regolamentati dalle norme contrattuali e da accordi di secondo livello, tutti sottoscritti anche dalla stessa Faisa-Cisal. Per questo stigmatizziamo tale condotta, trattandosi di un comportamento fuorviante e strumentale (peraltro isolato rispetto alle determinazioni delle altre 6 sigle sindacali presenti in azienda), tendente evidentemente a mascherare i reali motivi dello sciopero, che appaiono contradditori ed estranei alle effettive problematiche aziendali”

“Abbiamo provveduto -conclude Amt – ha già provveduto a segnalare tale circostanza alla Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ed alla Prefettura di Catania per le necessarie ed opportune determinazioni”.


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