Cronache del Regime catanese: i dieci fallimenti di un’amministrazione…non all’altezza. Quarta Puntata


Pubblicato il 26 Dicembre 2015

di iena antibluff marco benanti

Personale: l’apparato burocratico è allo sbando, gli impiegati demotivati e disorientati e ognuno aspetta di capire prima di fare qualcosa. Tra i dirigenti impera il fuggi fuggi generale, quei pochi rimasti sono paralizzati dagli incarichi a interim costretti a sobbarcarsi e nel Comune l’anarchia regna sovrana. All’ecologia, ad esempio, dopo la fuga del dirigente Cocina(anche lui scelto da Bianco)  a comandare è un impiegato di qualifica esecutiva che si fa chiamare dirigente: nel cerchio magico(tragico) di palazzo degli elefanti accade anche questo.

Per le nomine delle posizioni organizzative ci sono almeno duecento funzionari in attesa di riscuotere la promessa, ma i posti disponibili sono appena una settantina: tutti contro tutti, la confusione e i veleni sono all’ordine del giorno. Il cittadino può attendere: la palude inghiotte tutto e tutti. 

 

Mobilità: i grandi scienziati della mobilità non hanno prodotto praticamente nulla. Il Brt che tanto piace ai catanesi è stato distrutto e ridimensionato solo perché lo aveva fatto Stancanelli, basta vedere in che condizioni sono i cordoli senza manutenzione da due anni e mezzo. Le corse dimezzate, mentre il “Librino express” sembra accontentare solo gli ideatori.

La mitica via Dusmet che avrebbe dovuta essere rivista è rimasta tale e quale, a fonte dei roboanti proclami di campagna elettorale. Il lungomare interessa al massimo 300/400 persone mentre il disagio ne tocca migliaia che risiedono nella zona e non possono letteralmente tornare o uscire di casa. Delle file sulla circonvallazione manco a dire, la Ztl del Centro storico è rimasta ferma al palo, l’autobus notturno della Movida viaggia ogni sera vuoto ma il disordine nel fine settimana raggiunge livelli inaccettabili per una città civile. 


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