Cronache del Regime catanese, Tonfo Gioeni: il progetto bluff di via Castorina non serve a niente ma solo a coprire le vergogne del Podestà


Pubblicato il 13 Agosto 2016

di iena antibluff marco benanti 

L’ennesimo bluff sul Tonfo Gioeni, come abbiamo già scritto, è andato in scena nel set cinematografico di palazzo degli elefanti, un nuovo patetico tentativo di distogliere da quello che da tre anni i catanesi sanno: l’aver eliminato il cavalcavia è stata una Bella Minchiata, che ha diviso in due la città!

Per capirne di più sulle soluzioni (il sottopasso su via Castorina) ideate per migliorare il traffico della zona del Tonfo Gioeni illustrate ieri dal sindaco Bianco e dall’assessore Bosco durante la conferenza stampa in cui il Podestà ha presentato la “sua” fontana che costerà un milione di euro sottratti alle piste ciclabili cittadine,

abbiamo rivolto alcune domande a un tecnico di chiara fama, che per ovvie ragioni (rappresaglie professionali…?) preferisce mantenere l’anonimato.  

Ingegnere, a suo avviso il piano alternativo per far defluire il traffico incanalandolo da via Rosso di San Secondo e da qui nel sottopasso su via Castorina e via dei Salesiani migliorerà i flussi di traffico nell’imbuto del Tondo Gioeni?

-Temo proprio di no. Non ci può essere alcun significativo miglioramento perché questa soluzione, ancora lontana dall’effettiva realizzazione, intercetta solo i volumi di traffico della parte alta di via Caronda che si immette in direzione Ognina. Che sono limitatissimi e marginali rispetto alle migliaia di auto che provengono dalla circonvallazione e da via Etnea e si dirigono verso il mare o verso la parte nord della Città.

 -Se lei dovesse quantificare il miglioramento al traffico veicolare di questo progetto in termini percentuale…

-Purtroppo non più del 3-5 % perché, come ho appena detto, il traffico proveniente da via Caronda che si immette sulla circonvallazione è scarso, quasi ininfluente. Senza contare che il tragitto del sottopasso è tortuoso, lungo e nella parte finale prevede un’inversione a U e difficilmente gli automobilisti lo imboccheranno. Insomma, si tratta di una soluzione (quando ci sarà…) che non apporterà alcun vantaggio sistemico: questo lo sa anche l’assessore Bosco, che però non può dirlo e lo capisco.

Ma come,  ingegnere, questa soluzione è stata presentata come la svolta per il nodo Gioeni, i giornali cartacei e on line hanno riportato con enfasi il progetto che costa 600 mila euro…E’ sicuro di quello che afferma?

-Ripeto non ci sarà alcun miglioramento tangibile. Basta dare un’occhiata al progetto e rivedere con la mente quello che accade ogni giorno su quel punto divenuto maledetto dopo la scelleratissima decisione di abbattere il Ponte nonostante in molti abbiamo spergiurato il Comune di non farlo! Ricordate la soluzione del torna indietro su via Petraro? Anche lì, soldi spesi inutilmente perché la situazione dei flussi è rimasta invariata!

 E allora ingegnere, perché  hanno promosso in questo modo trionfalistico il progetto sul sottopasso?

Questo è un mistero anche perché si tratta dell’annuncio di un progetto ancora nella fase degli espropri. Forse parlarne è servito al sindaco Bianco per evitare che qualcuno sottolineasse che l’Amministrazione si occupa solo dell’estetica del Tondo Gioeni e non di migliorare il caos. Comunque tra poco giorni con settembre per il quarto anno consecutivo quel nodo tornerà a essere una bolgia.

 Un’ultima domanda ingegnere, a suo avviso qual è la soluzione ottimale per risolvere il problema del Tondo  Gioeni?

-Non servono certo palliativi. Occorre invece un nuovo cavalcavia per ripristinare almeno un doppio livello di percorrenza, che poco prima dell’innesto della via Etnea con la circonvallazione si snodi in direzione est ovest per circa trecento metri, più o meno fino davanti alla Chiesa della Madonna di Lourdes.


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