Cronache, ERSU CATANIA: carenza di legalità e trasparenza negli atti amministrativi del Presidente Cappellani. Opera, invero, in regime di prorogatio, di giorni 45, essendo il suo decreto di nomina scaduto lo scorso 11 luglio


Pubblicato il 16 Luglio 2015

di Ignazio De Luca

Nel 2012 la Regione Siciliana bandisce con atto d’interpello per le postazioni vacanti delle direzioni ERSU di Catania Messina e Palermo, tramite un bando di concorso riservato ai dirigenti regionali.

Vengono stabiliti dei criteri di pura meritocrazia, ricordiamo che il dirigente all’epoca era il dottor Albert, il piemontese, il bando però viene tenuto nel cassetto, forse per problemi di tornaconto politico(?).

Nel 2014 il direttore Corsello ripubblica il bando, senza tenere conto del bando precedente, per il quale era stata stilata una graduatoria.

Nel frattempo le note vicende della Formazione spodestano la Corsello, cui subentra Gianni Silvia, che prende atto dell’anomalia e in autotutela revoca il secondo bando (illegittimo) della Corsello.

Così a gennaio del 2015 il dirigente Silvia, comunica ai presidenti degli ERSU interessati che la graduatoria scaturita dal bando del 2012, l’unico e il solo valido, è una graduatoria di merito e non una “long list”, dove la discrezionalità o l’arbitrio(?) la fa da padrone.

Anzi con nota dedicata e specifica del 5 maggio 2015 n.31903 Il dottor Silvia nella qualità, diffida il presidente dell’Ersu di Catania, Alessandro Cappellani, prossimo alla scadenza del suo mandato, ad attenersi alla graduatoria di merito, astenendosi e nel caso assumendosene la piena responsabilità di nominare un concorrente diverso dal primo in graduatoria e o a questi subordinati per avere meno titoli.
Ci sembra che dal forbito burocratese del dirigente Silvia, traspaia un chiaro avviso di responsabilità in capo al consiglio di amministrazione e al suo presidente se dovessero discostarsi per la nomina di direttore dal primo in graduatoria.

Evidentemente dopo sette mesi che il presidente Cappellani, tergiversa, temporeggia, a non insediare il direttore avente diritto, ha colmato la misura della pazienza e della cortesia istituzionale del dottor Silvia.

Seguiremo da vicino i prossimi sviluppi della vicenda ERSU, nomina direttore di Catania.
Vicenda che, secondo la nostra opinione,  ha tutti i connotati per nominare un commissario ad acta, per dare corso alla legalità formale e sostanziale, infliggendo un duro colpo al sotto bosco, fitto rigoglioso ed oscuro della politica.

Attualmente il posto di direttore dell’Ersu di Catania è ricoperto da un dirigente che nella graduatoria di merito è tre posizioni più indietro dell’avente diritto. Alla faccia della legalità.


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