Cronache siculopolitiche: Candido Munafò in mezzo alle “persone perbene”


Pubblicato il 17 Febbraio 2019

Marco,

quanta malinconia al festivaldeifiori con le stupide stucchevoli riprovevoli polemiche sul vincitore che ha prevalso per la verità come sempre con il trucco rendendo così inutile il voto pagato sui telefonini. Che razza di diavolerie inventate per proclamare il successo di una canzonetta che poi non era neanche granché. Ogni volta mi viene sempre alla mente il luigi a cui tengo molto che si tolse la vita per un voto sbagliato per un consenso non dato per un talento non riconosciuto.

Questi giorni ameni dissolvono distraggano dirottano l’attenzione da altre cose ben più importanti come succede per i seguaci pallonari afflitti settimanalmente dalla febbre del tifo che discettano in lungo e largo sui calcianti miliardari capricciosi tediosi vanitosi. Così va la vita caro Marco siamo condannati perennemente alla superficialità assoluta con strumenti di distrazione di massa utilizzati pervicacemente come soffici leve di potere per rafforzare l’inamovibilità del sistema. Mi sembra che i cittadini del liotru per dimenticare le pene attuali avrebbero bisogno di un canzoniere la settimana oppure di una compagine rossoblu sempre vincente ogni sette giorni. Si annunciano tempi duri per il podestà pugliese che oltre le ambasce per lo stato finanziario del feudo soffre per l’arresto da libero professionista del padre coinvolto in imbrogli vari di industriose imprese impegnate a frodare per pochi spiccioli circa duecentoventimilioni!

Ormai siamo abbondantemente abituati alla cupa rassegnazione di assistere allo spettacolo delle macerie morali di una città che non spera che si contorce che si arrangia. I sinistri oggi fuori ruolo dal palazzo di città si ergono a moralizzatori (sic!) dando il meglio(peggio) di loro criticando persino sé stessi dimenticando le loro gestioni opache dimenandosi nei comunicati scritti verbali subliminali usando il solito tono di voce alto strillato scontato. Mi sconcerta che oggi costoro che nella nazione sono perdenti deludenti inconcludenti si camuffino nascondendo i simboli presentando però le stesse facce le stesse proposte le solite mobilitazioni.

Ora si affidano oltre che al fratello dell’attore anche al nuovo messia ex saldatore incazzato che comincia ad organizzare adunate di piazza per affilare le armi contro i provvedimenti dei regnanti in favore dei poveri assomigliando però per ironia della sorte forse (in)volontariamente ai capitalisti banchieri finanzieri .

Che dire poi che in questa nostra nazione del ciarliero capitano selfini che prende piede in ogni luogo mette il becco su ogni cosa sommergendo il partenopeo intervenendo a tutto campo litigando con chiunque disquisendo dagli incontri dei rossoneri alla qualità investigativa del commissariodivigata. La sua autostima è altissima immaginando di avere una competenza totale scatenando la rabbia dei suoi antagonisti che si oppongono a questa presenza eccessiva accusandolo di essere un provetto dittatore capace anche di creare un regime fascioleghista con la complicità degli stellari reputati ignoranti dilettanti principianti. Intanto un eurocrate offende il conte dandogli del burattino. Scene da operetta buffa nulla di più caro Marco. Per ritornare alla sicania sciagurata si prepara con l’autonomia del nord un altro scempio per colonizzarci da chi avrà più soldi potere ricchezze.

Per secoli ci hanno rubato l’anima piazzando avamposti di occupanti di tutti i tipi. Continuiamo a piangere sul latte versato non avendo ferrovie strade strutture degne di un moderno regno efficiente funzionale attivo. Giù nell’isola si vive sempre nel(l’esercizio) provvisorio nel precario nell’incertezza con un regno squattrinato dove il pizzo più amato ha ormai rinunciato a fare divenire l’isola bellissima non sapendo come andare avanti valutando di andare via.

Non voglio parlare male della nostra amata terra mi rifaccio solo alla constatazione sempre attuale del nostro grande maestro:“Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia.”

A presto, Candido.


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