Cuffaro al comizio di Caltagirone, è scontro Vivaldi-La Rosa


Pubblicato il 09 Ottobre 2021

Cala il sipario sulla campagna elettorale di Caltagirone dove, tra domani e lunedì, gli elettori saranno chiamati al voto per eleggere il sindaco e i consiglieri comunali. Un test elettorale considerato il più significativo in Sicilia che ha visto scendere in campo tantii big della politica nazionale e regionale, vedi Giuseppe Conte, Peppe Provenzano, Pietro Bartolo e Nicola Fratoianni (per il centrosinistra) e Mara Carfagna, Nello Musumeci e Manlio Messina (per il centrodestra), presenti in questi giorni nella “capitale” del calatino.

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 Quattro i candidati a indossare la fascia che fu di Luigi Sturzo (nella foto il confronto su Tv Xenon): Fabio Roccuzzo per il centrosinistra più Movimento 5 Stelle, Sergio Gruttadauria per il centrodestra, Giuseppa Aliotta (indipendente) e Roberto Gravina, sostenuto dall’”esotico” Cateno De Luca. Una campagna elettorale, l’abbiamo osservata da cronisti, condotta con grande fair play da tutte le forze politiche, incentrata sul merito dei problemi cittadini. Niente “polvere pirica”, o polemiche stile social, per capirci. Almeno fino a ieri.

Almeno fino a quando non è apparso su Facebook un post della dirigente calatina della Cgil Concetta La Rosa. A “surriscaldare” i polpastrelli di La Rosa è stata l’annunciata partecipazione dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro ad un comizio del candidato di centrodestra al Largo San Domenico: “Per me – ha tuonato la La Rosa – che Cuffaro condannato per favoreggiamento di mafiosi possa chiudere una campagna elettorale a sostegno di un candidato sindaco a Caltagirone è una vergogna. Disertate!” “Vergogna”, “Disertate”. Parole “affilate” come “lame” che suscitano l’immediata reazione del docente e sindacalista “migliorista” Michele Vivaldi, che ha replicato “sganciando” un commento al “nitrato di potassio”.

Cuffaro – ha sbottato Vivaldi – è stato condannato e ha pagato i suoi debiti con la Giustizia italiana, scontando fino all’ultimo la sua pena. Da uomo libero denuncia le condizioni disumane con cui vengono trattati i detenuti nelle carceri italiane. Impedirgli di partecipare da uomo libero ad un comizio sarebbe un torto alla Costituzione”. Già, la Costituzione, questa dimenticata, sembra voler dire Vivaldi che nel frattempo “incassa” i like “pesanti” dello storico Andrea Micciché e della Selvaggia Lucarelli catanese, l’influencerDebora Borgese: il clima sembra improvvisamente “arroventarsi”, la situazione pare sfuggire di mano. Ma Concetta La Rosa non si dà per vinta, non recede di un passo: “Michele lui sarà pure un uomo libero per la legge ma a me procura vergogna”.

Ma Vivaldi non indietreggia, al contrario tende la corda dell’arco e scaglia un “dardo” infuocato sulla bacheca di La Rosa: “Concetta la riabilitazione sociale di un uomo condannato non deve suscitare vergogna, verremmo meno al nostro sistema valoriale di donne e uomini di Sinistra, lasciamo il bieco giustizialismo alla destra più becera”. Chiama in causa la Sinistra e i valori fondanti della civiltà giuridica, Vivaldi. E la polemica sembra chiudersi lì. Ma…

Ma ecco che ad un certo punto – carramba che sorpresa! – interviene nella conversazione Cuffaro in persona, tra la sgomento dei commentatori: “A chi non la pensa come noi – scrive l’ex presidente – garantiremo che il loro pensiero potrà sempre essere espresso anche quando ci insulteranno, A chi la pensa come noi voglio dire che non ci lasceremo intimidire e continueremo con passione a coltivare le nostre idee ed ad gridare con tutta la forza che possiamo: LA MAFIA FA SCHIFO ma non abbiamo nessuna stima per quelli che strumentalizzano la mafia ai fini politici”. Lapidaria la replica di Concetta La Rosa al commento di Cuffaro: “Concordo sulla mafia fa schifo”.

Fine della discussione. Un fugace momento di vivacità in coda ad una campagna elettorale complessivamente sobria Ma a Caltagirone, terra che ha dato i natali ai Luigi Sturzo e ai Gaetano Cardiel, in queste ore, non è aria per chiacchiere da social. Si sta tutti con gli occhi fissi alla clessidra, aspettando di conoscere la sentenza delle urne.

Anche perchè la conoscenza della Costituzione antifascista appare ancora una volta come un obiettivo da raggiungere e non una salda acquisizione: purtroppo, la devastazione culturale di anni di giustizialismo, con i suoi “anatemi” e la sua “voglia di punizione eterna”, produce ancora effetti. A sinistra, qualcuno si “risvegli”-si potrebbe dire. Parole al vento, forse.

Auguri a tutti i candidati da Iene Sicule. E che vinca il peggiore.

Iena Marco Benanti.

 

 

 

 

 

 


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