Dighe incompiute in Sicilia da oltre trent’anni: da Blufi a Pietrarossa, potrebbero rifornire 5 province


Pubblicato il 10 Aprile 2026

Dopo aver acceso i riflettori sulla diga di Blufi, in provincia di Palermo, una grande opera incompiuta della Sicilia ideata oltre sessant’anni fa, con lavori iniziati nel 1989 e bloccati nel 2002, cantiere fermo da oltre vent’anni, oggi simbolo di spreco e siccità e in grado di servire le province di Agrigento, Caltanissetta e parte del Palermitano con circa 22 milioni di metri cubi d’acqua, l’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, richiama l’attenzione su un’altra opera strategica: la diga di Pietrarossa. Due infrastrutture diverse ma con lo stesso destino, incompiute, che se completate avrebbero potuto contribuire al fabbisogno idrico di cinque province siciliane.

L’ANAFePC – Lavoro e Sociale, attraverso il Presidente Calogero Coniglio e il Vicepresidente Maurizio Cirignotta, interviene sulla diga di Pietrarossa, tra i comuni di Aidone (EN) e Mineo (CT), tra le province di Catania ed Enna. L’opera è strategica per la gestione delle risorse idriche e per sostenere l’economia agricola e produttiva del territorio. Non è solo incompiuta, è il simbolo di una promessa sospesa troppo a lungo. Progettata nel 1982, i lavori iniziarono nel 1989 e si fermarono nel 1997, quando l’opera era completata per circa il 95%. Per oltre vent’anni tutto è rimasto fermo, anni in cui una risorsa fondamentale avrebbe potuto sostenere famiglie, imprese e agricoltura.

La ripresa dei lavori è stata avviata nel 2018, con gestione nazionale e termine indicato per marzo 2026. Il completamento costerà circa 82,2 milioni di euro, condizionati dalla lunga interruzione e dagli adeguamenti tecnici e normativi necessari. A regime, la diga potrà contenere circa 26 milioni di metri cubi d’acqua, contribuendo al fabbisogno idrico di Catania ed Enna, soprattutto per l’agricoltura della Piana di Catania, in una Sicilia sempre più colpita dalla crisi idrica.

“Il vero costo – sottolinea l’ANAFePC – Lavoro e Sociale – non sono i fondi, ma il tempo perso, le occasioni mancate e le difficoltà dei cittadini, agricoltori e lavoratori senza una risorsa essenziale”. Sul tema si inseriscono le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha definito la diga di Pietrarossa “un’altra promessa mantenuta”. “Vogliamo crederci – dichiarano Coniglio e Cirignotta – ma i siciliani hanno bisogno di risultati concreti e di vedere l’acqua arrivare davvero, dopo oltre 40 anni dalla progettazione è legittimo chiedersi quanto si dovrà ancora attendere per vedere l’opera pienamente operativa”.

L’ANAFePC – Lavoro e Sociale, rinnova l’appello alle istituzioni per garantire tempi certi e interventi concreti: “I siciliani non chiedono promesse, ma risultati. L’acqua non è politica: è vita, dignità e lavoro. E la Sicilia non può più aspettare”.


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