Diritti e…”rovesci”, associazione “Codici”: dopo 17 anni la Regione richiede pagamento di 4mila euro di canoni idrici non dovuti


Pubblicato il 04 Giugno 2016

dopo l’intervento dell’associazione dei consumatori il Genio Civile ha annullato il provvedimento illegittimo”.

Ennesimo caso di vessazioni ingiuste ed infondate da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini – utenti sempre più spesso considerati dalle Pubbliche amministrazioni come veri e propri bancomat. 

Ha dell’incredibile, infatti, quanto accaduto all’ufficio Acque Concessioni ed Autorizzazioni del Genio Civile di Catania.

Il caso che alcuni utenti hanno sottoposto all’attenzione dell’associazione dei consumatori CODICI – Centro per i Diritti dei Cittadini, riguarda una ingiunzione fiscale che è stata loro notificata  avente ad oggetto pretesi canoni demaniali per utilizzazione irrigua di acque pubbliche per un importo di oltre 4.000 euro.

 Fin qui nulla di strano, peccato che il terreno agricolo  di questi increduli ed ignari cittadini era stato venduto a terzi nel 2004, ben oltre 10 anni fa!

Solo verso la fine del 2015, dopo ben 17 anni, l’Ufficio Acque Concessioni ed Autorizzazioni del Genio civile di Catania comunicava agli ex proprietari (alcuni ormai deceduti) che la pratica era stata istruita e, pertanto, chiedeva il pagamento dei canoni demaniali per l’utilizzazione dell’acqua maturati dal 1999 ai giorni nostri.

 I cittadini si sono resi conto di essere dinnanzi ad una folle pretesa e si sono rivolti al CODICI per essere assistiti.Pertanto, gli avvocati Mario Campione e Manfredi Zammataro, rispettivamente segretario provinciale e regionale del CODICI, hanno prontamente contestato l’illegittima pretesa e presentato opposizione presso la magistratura ordinaria.

Ebbene, a seguito dell’opposizione proposta dai legali del CODICI, il Genio Civile di Catania ha revocato in autotutela il provvedimento ingiuntivo cosi scongiurando una azione esecutiva palesemente ingiusta nei confronti dei cittadini che si sono rivolti al CODICI.

“Rimane il rammarico nel pensare ad una Pubblica Amministrazione che impiega circa venti anni ad istruire una pratica amministrativa e che un giorno di punto in bianco pretenda il pagamento di somme nei confronti di soggetti del tutto ignari alla vicenda – affermano gli avvocati Mario Campione e Manfredi Zammataro. L’associazione CODICI censura duramente questo modo di agire della Pubblica Amministrazione, continuerà a tutelare i cittadini contro tale pretese del tutto illegittime ed invita altresì chiunque si trovasse nella medesima situazione a segnalarlo all’associazione telefonando al numero 320.2281052 oppure inviando una mail a: segreteria.sicilia@codici.org” .


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