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Disabilità psichica, Santo Primavera: “Stop alle disparità, le ASP rispettino gli obblighi sulle rette”
Pubblicato il 23 Aprile 2026
“Non è più tollerabile che il peso economico delle rette per i soggetti affetti da disabilità psichica ricada quasi interamente sui Comuni, in aperta violazione della normativa vigente e dei principi di integrazione socio-sanitaria”.
Con queste parole l’on. Santo Primavera annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute, sottoscritta anche dai colleghi parlamentari autonomisti on. Giuseppe Lombardo e on. Roberto Di Mauro, per chiedere interventi urgenti in merito alla compartecipazione delle Aziende Sanitarie Provinciali alle rette di ricovero nelle comunità alloggio per disabili psichici.
“La normativa nazionale e regionale è chiara. Le prestazioni rese in favore dei disabili psichici rientrano nei livelli essenziali di assistenza quando inserite in un percorso terapeutico definito dai Dipartimenti di Salute Mentale. Si tratta, dunque, di prestazioni a prevalente carattere sanitario, che prevedono una precisa ripartizione dei costi tra sistema sanitario e sistema sociale”, sottolinea Primavera.
L’interrogazione evidenzia come, nonostante questo quadro normativo consolidato, diverse ASP siciliane continuino a non corrispondere la quota di propria competenza, pari al 40% della retta, determinando effetti gravi e distorsivi.
“Questa prassi produce tre conseguenze immediate: scarica i costi sui Comuni, crea disuguaglianze tra territori e alimenta un contenzioso continuo tra enti pubblici e gestori delle strutture”, prosegue il deputato autonomista.
Da qui la richiesta al Governo regionale di chiarire in modo definitivo la natura delle prestazioni erogate e di impartire direttive vincolanti alle ASP, affinché venga garantita un’applicazione uniforme della normativa.
“Non si tratta solo di una questione amministrativa. È una questione di diritti. Parliamo di persone fragili, che necessitano di cure adeguate e continuative. Il rispetto delle regole non è un’opzione, è un dovere istituzionale”, conclude Primavera.




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