Economia…delocalizzata, Call Center, manifestazione a Roma: intervista a Cesare Damiano


Pubblicato il 22 Novembre 2014

di Marco Pitrella

NoDay, sciopero nazionale dei lavoratori call center indetto da Sic Cgil Almavia C, e notte bianca; questa, la Roma di ieri. Quale futuro per gli 80.000(!) impiegati in questo settore? Quali le criticità?

Appalti al massimo ribasso e diminuzione del costo del lavoro. Interviene Cesare Damiano, già ministro del lavoro del governo Prodi e attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati.

 

Quali sono state le criticità emerse nel corso dell’indagine conoscitiva della Commissione Lavoro che lei presiede?

“Dalle audizione di imprese e sindacati sono emerse alcune criticità. Una legata agli appalti al massimo ribasso che sono talmente concorrenziali da non consentire di applicare le tariffe minime stabilite dai contratti nazionali di categoria.

Un altro tema era legato agli incentivi triennali e si è evidenziato come questa formula sia controproducente, perché si può produrre nell’arco del triennio una situazione di vantaggio che viene utilizzata da imprenditori con pochi scrupoli per fondare aziende che utilizzando lo sconto per i tre anni aprono e chiudono e nell’arco de tre anni fanno concorrenza sleale alle imprese già strutturate.”

 Il governo sul punto che risposte ha dato?

“Abbiamo sollevato il problema al governo ma siamo rimasti inascoltati.

Per quanto riguarda incentivi e costo del lavoro bisogna dire che, intanto, c’è un primo vantaggio di cui potrebbero usufruire le imprese sane che hanno stabilizzato i lavoratori. Perché tutti i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato avranno una diminuzione del costo del lavoro attraverso l’abbassamento dell’IRAP e questo vale per tutti gli attuali lavoratori assunti a tempo indeterminato. Per eventuali nuovi assunti a tempo indeterminato, con la nuova formula delle tutele crescenti, a questo sconto si aggiunge il beneficio di un triennio. Io avrei preferito uno sconto strutturale per le nuove assunzioni. Adesso su tratta di capire se, attraverso questa nuova configurazione del costo del lavoro, IRAP da un lato incentivo dall’altro, non possa derivare un vantaggio per i call center.”

 

Il problema che viene posto è che fine fatto faranno i lavoratori a progetto…

“I lavoratori a progetto potranno essere gradualmente superati, per il momento hanno delle protezioni in più rispetto a prima e poi si pensa di doverli superare e che finisca quella fattispecie contrattuale. Si avrà un contratto a tutele crescenti che sarà conveniente sotto il profilo economico. E’ chiaro che sarà un contratto a tempo indeterminato, ma molto conveniente.”

 

Renzi da un lato, sindacato dall’altro…

“Secondo me, Renzi sbaglia a criticare in questo modo lo sciopero del sindacato. Sostanzialmente si potrebbe dire questo: seppellita la concertazione, che è stata nel migliore dei casi a dialogo sociale in stile europeo del mordi e fuggifra governo e parti sociali, aumenta il conflitto. Più concertazione, meno conflitto. I teorici della concertazione, come il sottoscritto, hanno sempre pensato che il conflitto è l’arma residuale del confronto.

I teorici del conflitto hanno sempre odiato la concertazione. E’ necessario che ognuno faccia il mestiere suo. I sindacati canalizzano la protesta, e la trasformano in rivendicazione. Il Parlamento e il governo fanno leggi, per migliorare la situazione se riusciamo. I sindacati è lecito che facciano sciopero se non sono soddisfatti.”

 C’è un rischio scissione nel Partito Democratico?

“Io non intendo scindermi. E’,per me, un argomento inesistente. Io, per quanto mi riguarda, cerco di spostare a sinistra l’asse del Partito Democratico.”

 


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