Editoria e Vittime della Mafia: “così non si può vivere”, dedicato a Rocco Chinnici trentunanni dopo l’eccidio


Pubblicato il 10 Maggio 2014

di Ignazio De Luca Iena Culturale

Presso “Mondo libri”, in via Umberto a Catania, con il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci e i magistrati Antonella Barrera e Santino Mirabella, i giornalisti Fabio De Pasquale ed Eleonora Iannelli hanno presentato il loro libro “Così non si può vivere”, dedicato al giudice istruttore Rocco Chinnici trucidato dalla mafia, all’età di 58 anni, il 29 luglio 1983 con una fiat 126 imbottita di esplosivo posteggiata davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo.

Accanto al suo corpo giacevano altre tre vittime raggiunte in pieno dall’esplosione: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. La stessa tecnica libanese, poco più di nove anni dopo, con un altra 126 e un pezzo di auto strada imbottite di tritolo, servirà a togliere di mezzo i magistrati discepoli di Rocco Chinnici, Falcone e Borsellino.

“Che modello di Stato dobbiamo auspicare – chiede il dottore Santino Mirabella al Presidente della commissione Antimafia On. Nello Musumeci – specialmente per i giovani, quello Stato che secondo un sentire comune non dà lavoro al contrario della mafia?”

“Il modello di Stato dovrebbe essere quello in cui ognuno di noi dovrebbe riconoscersi – risponde Musumeci- bisogna però riflettere sull’anti politica imperante, infatti gravissime responsabilità sono a carico della società civile che sceglie certi politici, corrotti, collusi e non per caso perché reitera quella scelta sciagurata per più legislature. Una società civile – si infervora il presidente della commissione Regionale- che sottoscrive da molto tempo, con la politica patti di convivenza, collusione nella più spregiudicata logica della clientela della spartizione del torna conto personale e della logica del voto di ritorno. Non assolvo la società politica, per essere chiari, ma nessuno mi chieda di assolvere la società civile. Rocco Chinnici ebbe il merito di individuare, forse per la prima volta in maniera compiuta come la mafia non sia l’anti stato ma cerca l’interlocuzione con lo Stato, la mafia cerca alleati no morti ammazzati, quando lo fa è perché viene messa con le spalle al muro.”A tanto era arrivato Rocco Chinnici, avvicinandosi ai cosiddetti colletti bianchi, anticamera degli intoccabili, col suo metodo innovativo del “pool” antimafia, che sarà perfezionato da Caponnetto, ebbe l’intuizione di frugare nei conti bancari con fortune sospette era ad un passo dal rendere giustizia a Mattarella, Dalla Chiesa, La Torre, ma lo stato, il minuscolo non è un refuso, lo lasciò solo, come farà poi anche con i suoi discepoli.

Gli autori di ” Così non si può vivere” entrambi giornalisti condividono la professione e la vita privata : Fabio De Pasquale ed Eleonora Iannelli.Il libro, che avevano dapprima intitolato “il Papà giudice”, tratta anche della vita privata di Rocco Chinnici, del rapporto coi figli Caterina, Elvira e Giovanni del loro tormentato processo di interiorizzazione per la perdita del padre.

“Nuove testimonianze, nuovi documenti e risvolti inediti. Il giallo del processo sulla presunta corruzione del giudice messinese che assolse mandanti e killer: un fascicolo dimenticato per quindici anni negli archivi e ritrovato soltanto ora, per caso”, si legge nel retro della copertina. Chi volesse saperne di più acquisti il libro è disponibile in tutte le librerie.

 


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