ELEZIONI A CATANIA: TRA BANCHETTI, SILENZI E MERITOCRAZIA


Pubblicato il 14 Maggio 2023

Certo che mettere su un bel ristorantino in pieno centro a Catania al viale XX settembre con terrazza de luxe in palazzo Musmeci potrebbe essere un affare da considerare. Chissà se l’idea è balenata nella testa del candidato (e prossimo) sindaco Enrico Trantino – non sia mai che il lavoro da avvocato si rarefaccia- che qualche sera fa per la modica contribuzione di appena cento euro (minimo) cadauno ha allestito una cena di auto-sostegno elettorale presso il suo studio con tanto di codice iban inserito nell’invito. Insomma un invito in cui le Signorie Vostre contribuivano economicamente …Folklore a parte e tralasciando le riflessioni sull’opportunità di trasformare uno studio legale in una vivanderia – nessuno tra gli avvocati etnei campioni di formalismo e formalità ha inteso alzare un sopracciglio, non sia mai che qualcuno si inimichi il prossimo primo cittadino imputandogli carenza di decoro – assistiamo ad un omaggio inginocchiato della città verso il suo prossimo nuovo padrone degno del più servile scendilettismo.
Il giornale “La Sicilia” non fa alcuna fatica a prodigarsi in favore del centro destra con un’intervista sussiegosa al ministro Urso accorso in aiuto governativo del caro Enrico. Nel consueto stile incalzante del giornale di viale Odorico da Pordenone – per la serie sempre a schiena dritta – il ministro propina la solita storiella della “Milano del sud”, della Sicilia centro del mediterraneo proprio nelle ore in cui in una città fuori controllo un turista veniva ridotto in fin di vita per un tentativo di furto in un’area urbana desertificata dal benché minimo controllo del territorio dopo cinque anni di giunta Pogliese di cui, ca va sans dire, Trantino è stato assessore. La voce delle sedicenti opposizioni non si sente neanche a distanza: afona, silente, rispettosa e prudente, larga parte della sinistra catanese si contrappone in punta di fioretto all’armata da guerra di Fratelli d’Italia e dei suoi sodali. Impegnata in selfies nei ristoranti cittadini e nel corso delle manifestazioni podistiche ed in TikTok financo divertenti tra salti di staccionata (o transenna) ed aperitivi da Gammazita.

Il tutto mentre le periferie voteranno in massa per la destra e per un candidato che farebbe fatica a districarsi nelle strade del quartiere di Librino, qualora vi finisse dopo avere sbagliato uscita in tangenziale venendo dall’aeroporto dopo una vacanza alle Maldive. Per non sapere nè leggere nè scrivere il neo patron del Catania Pelligra – ed imprenditore edile di spessore – presenzia agli eventi elettorali della destra con una puntualità più svizzera che australiana con il prossimo assessore Parisi a fargli da “sorridente bodyguard”, così da non restare scoperti neppure trai tifosi del Catania. Tutto ottimo ed abbondante insomma.
L’importante -crediamo- sia ribadire la centralità della “meritocrazia che sarà perseguita sempre per migliorare le energie del paese anche a costo di scontentare alcuni potentati “. Parole – che peraltro sottoscriviamo – pronunciate dalla premier Meloni nel corso del suo discorso programmatico successivo all’insediamento ed incontrovertibilmente applicate per il governo con la nomina del cognato ministro. Qualche perfido azzeccagarbugli fa fatica a trovare attinenze tra quei roboanti proclami e la scelta del figlio di Enzo Trantino come candidato
Ma sono solo malpensanti. E comunisti
Saluti meritocratici.

Luca Allegra

(con il concorso esterno di Marco Benanti).


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