Emergenza nuove povertà: l’appello del parlamentare Luca Sammartino al Governatore Musumeci


Pubblicato il 28 Marzo 2020

“Per rispondere all’emergenza delle molte famiglie per le quali l’indigenza non è più, purtroppo, un semplice “rischio” ma sta per diventare una drammatica e concreta realtà, è sempre più indispensabile attivare un intervento straordinario che consenta, immediatamente, di assicurare l’accesso ai beni di primissima necessità”. Oltre a coloro che già in precedenza vivevano una condizione di disagio, per i quali esistono già misure di assistenza (che devono proseguire ed essere potenziate al massimo), l’allarme è per tutti quegli altri casi di “nuova povertà”. Parlo di persone che, prima dell’emergenza, disponevano di un qualche mezzo di sussistenza ma che oggi se ne ritrovano del tutto private”.
Comincia così l’appello che il parlamentare regionale di Italia Viva, Luca Sammartino, lancia al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, preoccupato per il rischio che l’emergenza sanitaria legata al coronavirus possa degenerare anche in disordini sociali e di ordine pubblico.
 
“A riguardo, nell’ambito dei poteri emergenziali ed in accordo con tutti i livelli istituzionali – prosegue il deputato IV – la Regione potrebbe utilizzare una quota parte delle risorse messe a disposizione della Protezione civile per la crisi in atto, integrata con economie di bilancio e contributi di privati, per mettere i Comuni nella condizione di erogare un “buono spesa” ai nuclei familiari. Una misura temporanea, e migliorabile, in attesa che possano essere attivati interventi più significativi con risorse statali e comunitarie, con meccanismi di accesso rapidi.
 
“La proposta – spiega Sammartino – è perciò quella di designare i Comuni quali “Enti attuatori” per riconoscere, a domanda ed in presenza di alcune condizioni (famiglie non titolari di reddito di cittadinanza, stipendi, pensioni o misure assistenziali), un “buono” immediatamente spendibile per l’acquisto di prodotti alimentari e per l’igiene personale e domestica, con una procedura che deroghi da quella ordinariamente prevista per l’assistenza sociale, anche ricorrendo allo strumento dell’autocertificazione”.
 
“L’accesso al prezioso ausilio – conclude il parlamentare regionale – può anche arrivare dal mondo del “terzo settore”, dalle organizzazioni religiose e da patronati ed associazioni che operano sul territorio”.
 

 

 


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