Etna. Catania nel limbo. Marco Forzese (Sud chiama Nord): “Il rischio è l’abbandono della Sicilia come meta turistica. Serve pianificazione e cooperazione”


Pubblicato il 12 Agosto 2026

CATANIA – “Catania e la Sicilia orientale non possono continuare a vivere ogni emergenza legata all’Etna come se fosse un evento inatteso. In un limbo; in uno stato di sospensione o di attesa pacifica. La cenere vulcanica è un fenomeno naturale che può essere imprevedibile nella sua intensità, ma non può più esserlo nelle conseguenze economiche e organizzative”.
A dirlo è Marco Forzese, vice segretario regionale di Sud chiama Nord, intervenendo sulle nuove criticità operative che stanno interessando l’aeroporto di Catania Fontanarossa e, più in generale, l’intero sistema turistico ed economico della Sicilia orientale.
“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘limbo vulcanico’ – ha affermato Forzese – nel quale imprese, lavoratori, operatori turistici, passeggeri e famiglie restano sospesi nell’incertezza. Il problema non è soltanto il volo cancellato o dirottato. Dietro ogni arrivo che non avviene ci sono camere d’albergo che restano vuote a Catania, Taormina, Siracusa o Ragusa. Un ristorante senza turisti, un’escursione annullata, un autonoleggio che non lavora, un taxi che non effettua corse e, soprattutto, un’impresa che rischia di chiudere la giornata con incassi pari a zero pur continuando ad avere costi, stipendi, contributi, affitti e scadenze da pagare”.
“Ma c’è un altro rischio che non possiamo sottovalutare: quello di compromettere la reputazione turistica della Sicilia. Se non troviamo un vero coordinamento nella gestione dell’emergenza – ha detto il vice segretario regionale di Sud Chiama Nord – sono già tanti i turisti che stanno valutando se tornare a scegliere la Sicilia come meta”.
Nei giorni scorsi diversi turisti hanno “rinnegato” la scelta di Catania.  
“Non basta coordinare dagli uffici, per capire cosa sta realmente accadendo serve ascoltare i viaggiatori che sono rimasti in città a causa delle cancellazioni, con chi non sapeva come poter rientrare a casa o non aveva addirittura mezzi per raggiungere la destinazione ricalcolata per la partenza. Le loro esperienze devono diventare parte delle nostre decisioni”.
Il tema, secondo Forzese, non può più essere affrontato con una successione di interventi straordinari attivati soltanto dopo che il danno si è già prodotto. Serve una cabina di regia regionale permanente.
“Il turismo è una filiera vitale per la Sicilia. Serve una cabina di regia permanente tra Regione, aeroporti, Protezione Civile, vettori e operatori turistici. L’emergenza deve trovare un piano già pronto, non una soluzione inventata ogni volta. Solo così possiamo proteggere l’economia, il lavoro e l’immagine della Sicilia” ha concluso il vice segretario regionale di Sud Chiama Nord. 


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