Eruzione Etna, ControCorrente presenta una mozione al Governo regionale. Marano sui disagi all’aeroporto internazionale di Fontanarossa: “Basta disagi e improvvisazione. Subito un Piano cenere, l’era dell’emergenza deve finire” La capogruppo: “Le eruzioni dell’Etna sono fenomeni ricorrenti: servono programmazione, mezzi, risorse e procedure certe per tutelare cittadini, trasporti e turismo” “Lo ribadisco da anni: il Governo […]
Aeroporto di Catania, Mpa con Forza Italia e Lega: “Avevamo avvertito tutti, il caos di questi giorni certifica il fallimento della governance SAC”
Pubblicato il 12 Agosto 2026
«Avevamo lanciato l’allarme pubblicamente, sulla stampa e in Aula, dopo il precedente episodio di ricaduta di cenere vulcanica. Siamo stati ignorati. Oggi il caos che sta travolgendo l’Aeroporto di Catania dimostra che avevamo ragione e che la governance di SAC non è stata capace di preparare lo scalo a un fenomeno che in questo territorio è del tutto prevedibile».
Lo dichiarano in un comunicato congiunto i capigruppo al consiglio comunale di Catania Bruno Brucchieri (MPA) Piermaria Capuana (Forza Italia), Maurizio Zarbo (Lega), intervenendo sui gravissimi disagi che da giorni interessano l’Aeroporto “Vincenzo Bellini”.
«La cenere vulcanica non è un evento eccezionale. È una condizione strutturale con la quale Catania convive da sempre. Continuare a trattarla come un’emergenza straordinaria significa certificare il fallimento della programmazione e dell’organizzazione di chi governa il sistema aeroportuale. Ciò che contestiamo non è l’Etna, ma l’incapacità di SAC di gestire l’ordinario. In questi giorni migliaia di passeggeri hanno denunciato assenza di informazioni, assistenza insufficiente, mancanza di ristoro, indicazioni contraddittorie e totale incertezza sulle soluzioni alternative. Persone lasciate per ore senza sapere se sarebbero partite, arrivate o abbandonate a se stesse. Questo non è un inevitabile effetto della natura: è il risultato di una gestione inadeguata».
«Le conseguenze sono pesantissime: cittadini bloccati, lavoratori in difficoltà, attività economiche danneggiate, prenotazioni annullate, strutture ricettive penalizzate e un’immagine della città devastata agli occhi dei visitatori. Ogni turista lasciato senza assistenza rappresenta una sconfitta per Catania e un costo economico e reputazionale che qualcuno dovrà assumersi».
«Apprezziamo l’intervento del Presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore Alessandro Aricò, che stanno cercando di limitare i danni. Ma il fatto stesso che sia dovuta intervenire la Regione dimostra l’inadeguatezza della risposta fornita autonomamente da SAC. Se a ogni eruzione serve un intervento straordinario esterno, significa che il sistema aeroportuale non è in grado di reggersi sulle proprie gambe».
«Ancora più grave è il caso Comiso. Oggi viene evocato come soluzione, ma contemporaneamente si ammette che non è in grado di assorbire il traffico di Catania. Eppure Catania e Comiso appartengono allo stesso sistema e sono gestiti dalla stessa società. Dopo anni di annunci, piani industriali e dichiarazioni sulla complementarità dei due scali, scopriamo che quella complementarità esiste solo nei comunicati stampa».
«La verità è che SAC sembra essersi preoccupata più degli equilibri interni e delle logiche di governance che della costruzione di un sistema aeroportuale realmente efficiente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ogni episodio di cenere si trasforma puntualmente in una paralisi».
«Nel mondo esistono aeroporti che operano accanto a vulcani attivi e che hanno sviluppato procedure, tecnologie e capacità di risposta adeguate. A Catania, invece, assistiamo sempre allo stesso copione: improvvisazione, ritardi, comunicazione confusa e scaricabarile».
«Da tempo chiediamo di conoscere i piani operativi vigenti, i mezzi disponibili, gli investimenti effettuati, quelli programmati e le procedure previste per passeggeri e compagnie. A queste domande SAC non ha mai risposto in modo trasparente. Il silenzio dei vertici è diventato intollerabile».
«Abbiamo chiesto un confronto istituzionale con SAC e quel confronto è stato evitato. Adesso basta. I vertici della società devono presentarsi immediatamente in Consiglio comunale e spiegare ai cittadini cosa non ha funzionato, quali responsabilità esistono e quali misure intendano adottare».
«Il Consiglio comunale rappresenta la città di Catania. Comune e Città Metropolitana, guidati dal Sindaco Enrico Trantino, sono soci della società. La quota azionaria non può essere usata come scudo per sottrarsi al controllo democratico. Chi amministra una società pubblica che gestisce l’aeroporto di Catania ha il dovere di rispondere a Catania. Presentarsi in Consiglio non è una cortesia: è un obbligo istituzionale. E se anche dopo questa ennesima crisi i vertici SAC ritengono di non dover rendere conto alla città, allora il problema non è più soltanto gestionale ma politico».
«Chi non è disposto a confrontarsi con la città che ospita l’aeroporto non è degno di amministrare quell’aeroporto. Se i vertici SAC non hanno il coraggio della trasparenza e della responsabilità, abbiano almeno il coraggio di fare un passo indietro. Avevamo sollevato il problema prima. Avremmo preferito essere smentiti dai fatti. È accaduto il contrario. L’Etna eruttava ieri, erutta oggi ed erutterà domani; ciò che deve cambiare radicalmente è la governance di SAC, perché questa ennesima crisi dimostra che il sistema aeroportuale non è stato preparato a ciò che sapeva perfettamente sarebbe accaduto».




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