Migliaia di viaggiatori bloccati, voli sospesi, un’emergenza in pieno corso. Eppure, mentre l’Etna continua a eruttare e Fontanarossa rimane al palo, il sito ufficiale dell’aeroporto di Catania — l’unica fonte davvero autorevole per chi deve prendere un aereo — mostra un aggiornamento parziale e datato, fermo alla soglia delle 17:00 per gli arrivi, senza aggiornamenti […]
Etna paralizza Catania: la Sac comunica (ma non ai passeggeri)
Pubblicato il 10 Agosto 2026
Migliaia di viaggiatori bloccati, voli sospesi, un’emergenza in pieno corso. Eppure, mentre l’Etna continua a eruttare e Fontanarossa rimane al palo, il sito ufficiale dell’aeroporto di Catania — l’unica fonte davvero autorevole per chi deve prendere un aereo — mostra un aggiornamento parziale e datato, fermo alla soglia delle 17:00 per gli arrivi, senza aggiornamenti in tempo reale sui disagi reali che i passeggeri stanno affrontando.
La governance dell’aeroporto, invece, è stata tutt’altro che silenziosa: comunicati stampa puntuali, rilanci sui media locali amici, dichiarazioni ben confezionate. Una macchina della comunicazione che gira, ma gira nella direzione sbagliata — verso le redazioni, non verso i passeggeri.
Il paradosso è evidente e, in un certo senso, rivelatore. Un comunicato stampa non è un indicatore di performance. Non figura nei report di qualità del servizio, non incide sui KPI, non finisce nelle valutazioni dei gestori aeroportuali. Aggiornare il sito ufficiale in tempo reale, invece, lascia traccia: documenta i disagi, certifica i tempi di reazione, misura l’efficienza della comunicazione istituzionale. Il tutto in piena fase di (s)vendita dell’aeroporto.
Forse è proprio questa la chiave di lettura. Informare i passeggeri attraverso i canali ufficiali — quelli che contano, quelli che sono misurabili — espone la governance a una responsabilità concreta. I comunicati stampa, invece, offrono visibilità senza accountability.
In un’emergenza, la comunicazione non è un optional: è un servizio. E una governance aeroportuale che in piena crisi – con migliaia di utenti in giro per il mondo – sceglie di parlare ai giornalisti prima che ai propri utenti ha già detto molto su come intende il proprio ruolo pubblico.
…A pensar male si fa peccato, ma si sbaglia poco
Andreotti, con il cinismo lucido che lo contraddistingueva, aveva capito tutto. E viene spontaneo richiamare il suo adagio più celebre guardando la gestione comunicativa dell’aeroporto di Catania in questi ore di caos.
Perché alla fine la domanda è semplice: cui prodest?
Tenere i passeggeri nell’incertezza, affidare le notizie alla stampa amica, evitare aggiornamenti ufficiali che lascino traccia — tutto questo non danneggia solo i viaggiatori. Protegge chi gestisce. Nessun dato ufficiale sul sito significa nessun dato ufficiale da analizzare, contestare, inserire in un report di qualità.
Nel frattempo, sui giornali, la narrazione è controllata: l’Etna è una forza della natura, il gestore è una vittima come tutti, la situazione è “monitorata costantemente”. Parole che rassicurano senza impegnare, che comunicano senza informare.
A pensar male, dunque, si fa peccato. Ma guardando un sito ufficiale fermo mentre migliaia di persone cercano risposte, il peccato, stavolta, sembra proprio veniale (forse!).
Iena che osserva.




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