Festa del PD a Catania: tra assenze eccellenti e attese per la Schlein


Pubblicato il 15 Dicembre 2025

CATANIA – si sta concludendo l’ultima giornata della tre giorni del Partito Democratico a Catania, un evento che avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto e rilancio per il partito sul territorio siciliano, ma che ha lasciato trasparire più ombre che luci.
Una location imponente per una presenza ridotta
La manifestazione si è svolta in una splendida location, ben attrezzata e dalle dimensioni notevoli, pensata per ospitare un grande evento. Eppure, la partecipazione è risultata decisamente scarsa, con ampi spazi rimasti deserti e una sensazione di vuoto che ha accompagnato le varie iniziative. L’impressione, osservando la sala, era quella di un’occasione mancata: pochi partecipanti dispersi in un’area immensa, un contrasto stridente che ha reso ancora più evidente la distanza tra le ambizioni organizzative e la realtà dei fatti.
Le assenze che pesano più delle presenze

Come spesso accade nella politica italiana, in questa circostanza le assenze hanno fatto più notizia delle presenze. A mancare all’appello è stata una componente significativa del PD siciliano, un pezzo importante del mosaico democratico regionale. Un’assenza che non è passata inosservata e che solleva interrogativi sul clima interno al partito.Molti osservatori puntano il dito sulla gestione del segretario regionale riconfermato, Anthony Barbagallo. La sua leadership, secondo alcuni critici, avrebbe contribuito ad allontanare dal partito più della metà dei “compagni”, creando fratture che si sono palesate proprio in occasioni pubbliche come questa. Se da un lato Barbagallo ottiene la riconferma, dall’altro si trova a dover fare i conti con un consenso interno evidentemente frammentato.
Contenuti politici: il grande assente
Al di là dei numeri e delle presenze, ciò che è mancato durante queste tre giornate è stata una chiara proposta politica. Gli interventi e i panel hanno faticato a delineare una visione strategica per il territorio e per la Sicilia, lasciando i presenti con la sensazione di un appuntamento più rituale che sostanziale.
L’auspicio, condiviso da molti militanti e simpatizzanti presenti, è che l’intervento serale della segretaria nazionale Elly Schlein possa colmare questi vuoti. La leader dem è attesa per riportare energia, contenuti e una direzione chiara, elementi che nelle giornate precedenti sono apparsi sfocati. La Schlein rappresenta, per molti, l’occasione di rilanciare il messaggio del partito e di ridare slancio a una manifestazione che finora ha faticato a decollare.
Uno specchio della crisi locale?
Questa festa del Pd a Catania potrebbe essere letta come un microcosmo delle difficoltà che il partito attraversa in Sicilia e, più in generale, in Italia. La capacità di aggregare, di attrarre militanti e simpatizzanti, di proporre contenuti credibili e coinvolgenti sembra essersi affievolita. Le divisioni interne, le leadership contestate e la mancanza di una proposta politica chiara rischiano di trasformare ogni appuntamento in un’occasione mancata.
Resta da vedere se l’intervento della Schlein riuscirà a invertire questa tendenza, almeno per una sera, e a ridare fiducia a chi continua a credere nel progetto democratico. Per ora, la tre giorni catanese lascia più domande che risposte, più assenze che presenze, più silenzi che proposte.
Iena che osserva.


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