Futuro Nazionale e Vannacci: una bolla senza futuro esattamente come il Movimento 5 Stelle


Pubblicato il 30 Maggio 2026

di Guido Libero.

Di fatto, Futuro Nazionale e Vannacci non sono un movimento destinato a formare una nuova classe dirigente migliore dell’attuale e,soprattutto, non sono un movimento culturale. Sono,esclusivamente, lo strumento attraverso cui una parte della destra italiana, da sempre esclusa dai ruoli dirigenziali e confinata ai margini del dibattito, e soggetti in cerca di poltrone tenta oggi di ritagliarsi uno spazio e di occupare posizioni.
Futuro Nazionale in questo momento sta diventando lo strumento per cercare di acquisire un ruolo da parte di chi intende riciclarsi, perché era stato messo ai margini all’interno dei partiti tradizionali o di chi un spazio non era riuscito ad averlo per propria incapacità.

Ecco perché i partiti, soprattutto quelli di centrodestra, dovrebbero adesso preoccuparsi di aprire un dibattito al loro interno per valorizzare le classi dirigenti, soprattutto quelle nuove.
Il limite del progetto di Vannacci è quello di cavalcare le paure sociali e le difficoltà economiche che attraversano il Paese.  La sua È una strategia antica quanto la politica: individuare un nemico per creare consenso. Definire un avversario, un capro espiatorio, serve a tenere unita una base che, senza quella tensione, resterebbe senza bussola. Questo può fare ottenere voti ed eleggere qualche accolito ma non serve a fare crescere l’Italia o a creare una destra politica forte, consapevole e utile per il proprio popolo.
Futuro Nazionale rappresenta in questo momento una bolla. Come lo sono stati in passato il Movimento Cinque Stelle e altre formazioni politiche che in un certo momento hanno acquisito consenso cavalcando il malcontento. Una bolla mediatica e social gonfiata dalle paure del momento, ma che non potrà mai essere una proposta reale per innescare processi di cambiamento positivi per il Paese.
Perché mancano i temi decisivi. Non si discute di economia reale, di sviluppo industriale, di crescita culturale e sociale. Non si affronta il nodo delle sfide globali che oggi determinano il destino delle nazioni: dalla competizione tra Stati Uniti e Cina alle guerre in corso che ridisegnano gli equilibri internazionali.
Soprattutto, manca una posizione chiara sul futuro dell’Italia in Europa. L’Europa non può essere ridotta a bersaglio da demonizzare. Solo un’Europa unita potrà essere uno strumento politico in grado di fare argine alle posizioni americane che in questo momento, sulla base di un proprio tornacontismo, tendono a trarre vantaggio economico dalle tensioni internazionali che ci sono.
Solo Un’Europa unita e politicamente forte potrà essere lo strumento per confrontarsi con USA, Cina e Russia ma, soprattutto, con i Paesi più poveri, in cui il disagio aumenterà sempre di più. Per questi Paesi, quelli più ricchi dovranno individuare posizioni politiche se intendono non subire gli effetti della povertà, soprattutto dei Paesi del Terzo Mondo. Ecco perché il tema della reimmigrazione non può reggere poiché il mare non si svuota con un secchio ma si naviga con solide navi. 

Per una destra vera e orgogliosa non serve alimentare paure ma costruire una proposta politica che guardi con concretezza al secolo che stiamo vivendo e che nel rispetto delle tradizioni culturali italiane si proietti verso il futuro, riuscendo a immaginare quelli che devono essere i nuovi equilibri e i nuovi scenari sociali, culturali ed economici in grado di garantire serenità, crescita e speranza alla Nazione.Senza questa visione, Futuro Nazionale rischia di sgonfiarsi come tutte le bolle: lasciando solo il rumore di un momento, non la traccia di un progetto.


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