Giudiziaria, Catania: sequestrati dalla Guardia di Finanza denaro e beni per 1,5 milioni di euro


Pubblicato il 24 Luglio 2014

La comunicazione ufficiale…

Nell’ambito dell’attività finalizzata alla verifica del corretto utilizzo dei fondi stanziati dall’Unione Europea per lo sviluppo agricolo, la Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un decreto di sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 1,5 milioni di euro nei confronti dell’Amministratore della “SICILFOOD S.R.L”, operante nel settore della coltivazione e trasformazione di agrumi. Le attività di controllo hanno consentito di appurare che, a fronte di un contributo di 4,5 milioni di euro per costruire un laboratorio da destinare alla produzione e allo stoccaggio di succhi di frutta, parte dei fondi è stata destinata a finalità non previste. In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno eseguito un’accurata ricostruzione dei movimenti finanziari dell’azienda e delle transazioni necessarie alla costruzione dell’impianto, mediante controlli presso i fornitori, acquisizione di documentazione presso gli Enti pagatori e l’ispezione diretta dei locali interessati dai lavori. Dalle attività investigative è emerso che il contributo comunitario erogato, anziché essere utilizzato per l’acquisizione e installazione dei macchinari da impiegare nella produzione di succhi di frutta e dell’impianto fotovoltaico previsti dal piano d’investimento ai fini dell’ottenimento del finanziamento comunitario, era stato impiegato per altre finalità rientranti nella gestione ordinaria dell’azienda (ad esempio, il pagamento di alcuni fornitori).
Di conseguenza, l’amministratore della società è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria catanese per il reato di malversazione in danno dell’Unione europea. Sulla scorta delle evidenze acquisite, la locale Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale etneo il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie e dei beni riconducibili alla società e al suo amministratore per un importo pari al valore della distrazione (1,5 milioni di euro). Mentre è stata avviata la procedura di blocco del rimanente contributo non ancora erogato. In esecuzione del provvedimento cautelare, i finanzieri hanno proceduto al sequestro dei saldi di 16 conti correnti (per oltre 250.000 euro), di 14 immobili, 21 terreni e quote e/o azioni di 5 società, fino a concorrenza del contributo illecitamente impiegato.


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