GIUSTIZIA ALLA CATANESE, SCANDALO NUOVA SEDE TRIBUNALE LAVORO: LA PROCURA SBAGLIA! IL PROCEDIMENTO DOVEVA PASSARE DAL GIP!


Pubblicato il 25 Novembre 2014

Con ogni probabilità si dovrà tornare indietro, al Pm…passerà del tempo? Ancora?

di iena giudiziaria senza clessidra marco benanti

Ne avevamo scritto tante volte, in passato (vedi link)

http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=4427

“…Il 25 novembre prossimo, davanti al giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Catania, comincerà il dibattimento per l’imprenditore Domenico Toscano, il legale rappresentante della società “Domus Enterprice”Carmelo Russo e il progettista Giuseppe Garilli. Il Pm della Procura della Repubblica di Catania Agata Consoli ha firmato il decreto di citazione a giudizio.I tre sono imputati di violazioni edilizia (testo unico 380/01, 44 lett. B), falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica utilità (art. 481 codice penale) e di truffa(articolo 640). E’ scritto nel decreto di citazione che “…perché in concorso tra loro, il primo (Russo, ndr) nella qualità di legale rappresentante della società committente “Domus Enterprice” il secondo quale progettista per la medesima ditta, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso dapprima in assenza di variante e concessione edilizia o permesso di costruire (già rilasciato il 17.5.2005 n. 07/0383) con semplice D.I.A. eseguivano lavori lavori di cambio di destinazione d’uso (da residenza ad uffici) con aumento del volume urbanistico e lieve modifica dei prospetti, in un secondo luogo, dopo la naturale scadenza del titolo concessorio, di seguito a D.I.A., in assenza di regolare e valido titolo, eseguivano ulteriori lavori di cambio di destinazione d’uso dei locali di via Guardia della Carvana n.25 come al permesso di costruire. In Catania D.I.A. del 01.08.2008 e 11.09.2009.”Ancora: “…perché nelle qualità predette, il secondo in particolare quale progettista incaricato dichiaravano falsamente che i lavori per i quali erano presentante le D.I.A. del 01.08.2008 e 11.09.09 erano interventi che non incidevano nei parametri urbanistici sulle volumetrie senza cambio di destinazioni d’uso e comunque le opere edilizie realizzate di seguito alle due D.I.A. erano rispondenti alla normativa vigente.In Catania dichiarazioni prodotte il 01.08.09 e l’11.09.09″Ancora terzo capo d’imputazione: “…perché in concorso tra loro nelle predette qualità con i raggiri esposti nel capo che precede ovvero con le false attestazioni prodotte a corredo della D.I.A. del 01.08.2008 e 11.09.2009 inducendo in errore il responsabile dell’U.T. del Comune di Catania circa la natura e consistenza dei lavori edilizi da eseguire presso i locali di via Guardia della Carvana n.25 in specie non descrivendo compiutamente che tratta vasi mutamento di destinazione d’uso e variazione di parametri urbanistici, richiedenti permesso di costruire e non D.I.A., procuravano a sé l’ingiusto profitto consistente nel versare un importo inferiore di oneri concessori con corrispondente danno per il Comune, nonché nell’ottenere i successivi certificati dagli organi competenti ai fini della agibilità e conformità urbanistica e sanitaria prodroniche alla stipula di contratto di locazione con il Comune di Catania al fine di adibire i predetti locali alle sedi giudiziarie del Tribunale e Corte D’Appello lavoro per i quali percepiscono quali locatari l’importo di Euro 656.688. tempo e luogo come sopra…

In relazione a questo, c’è da dire che alla “Domus Enterprice” sono successivamente subentrate nel contratto la “Leocam società immobiliare srl”, la “Femacar Immobiliare srl” e la “Leonhouse Immobiliare srl”.”

Bene, com’ è finita oggi? Dopo lunga attesa perchè il processo fosse chiamato, da una difesa, si è fatto notare al giudice Eliana Trapasso che per questo tipo di reati è previsto il passaggio dal Gip. Che, invece, non c’è stato: c’è stata la citazione diretta. 

Se dovesse essere accolta l’eccezione (che appare piuttosto fondata), il procedimento dovrebbe tornare…indietro. Al Pm. E passerebbe tempo, ancora tempo.

Niente di particolare: al massimo si potrebbe prescrivere del tutto il procedimento? Chissà. Vedremo.

Per la cronaca, non si segnalano, anche stavolta, presenze di “indignati”, di “societàcivili” e altre soggetti presunti “controllori della spesa pubblica”.

Il comune di Catania si costituirà parte civile: non lo farà con l’avvocatura comunale, ma con un incarico ad un “esterno”, il prof. Giovanni Grasso. 

Vi aggiorneremo:

ancora una volta, registriamo che di fronte alle VERE vicende del “sistema Catania” (come il denaro pubblico fluisce nelle casse dei privati, lo ha scritto e detto per decenni il Presidente Scidà…), l’attenzione di questa città di zombie, interessati solo ai cazzi propri, si mostra sempre per un livello da realtà sudamericana. E ci scusiamo con il SudAmerica.


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