Grave carenza organica nell’Arma, Toni Megna e Igor Tullio (Nuovo Sindacato Carabinieri): “Nuclei, Aliquote, Sezioni Radiomobili e Stazioni in difficoltà: servono dodicimila unità da arruolare”


Pubblicato il 18 Giugno 2024

“L’Arma registra una carenza di personale che è necessario colmare attraverso interventi strutturali da parte del Governo e dell’Amministrazione”: a dichiararlo sono i segretari nazionali del Nuovo Sindacato Carabinieri Toni Megna e Igor Tullio, che chiedono un piano di assunzioni straordinarie per fare fronte al deficit in atto.

“Servono dodicimila unità da arruolare tra donne e uomini – precisano – per rispondere alle esigenze del personale che spesso non può neppure beneficiare delle ferie per assicurare gli elevati standard che l’Arma ha sempre garantito ai cittadini”.

“I colleghi – affermano Toni Megna e Igor Tullio – ci chiedono interventi immediati”.

Secondo i due segretari nazionali, Nuclei, Aliquote, Sezioni Radiomobili e Stazioni sono i Reparti dell’Arma maggiormente affetti dalla carenza di organico.

“Rivolgiamo al Governo e a chi ha potere e responsabilità di controllo e di tutela della sicurezza, dentro e fuori dall’Arma – aggiungono – un invito a salire a bordo delle nostre autoradio in quartieri come Zen, Librino, Forcella, Quarto Oggiaro, Corviale, Vallette o Begato, o ancora in località di provincia quali Carini, nel Palermitano, per iniziare a toccare con mano cosa rischiano e subiscono i carabinieri”.

“La carenza organica mette a rischio il personale preposto alla sicurezza – sottolineano i due esponenti del Nuovo Sindacato Carabinieri – e pertanto rivolgiamo al Governo, oggi più forte, un appello: abbia il coraggio di incidere”.

“Al Comando Generale – proseguono – chiediamo di rimodulare Stazioni, Sezioni e Aliquote Radiomobili: il tema principale da affrontare è quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, perché spesso interventi delicati sono gestiti da una sola pattuglia”.

“A differenza della Polizia di Stato – spiegano –  l’Arma dei Carabinieri opera non solo nelle grandi città ma anche  in provincia e nei piccoli centri con risorse ridotte in termini di personale”.

Infine, un appello all’Amministrazione.

“Il dialogo con le sigle sindacali – concludono Toni Megna e Igor Tullio –  divenga una pratica consolidata”.


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