Il “caso Fava”: un candidato di professione


di iena marco pitrella (con il concorso esterno di Marco Benanti)

Ci saremmo preoccupati del contrario invece, come ad ogni tornata elettorale, puntuale è spuntata la candidatura di Claudio Fava.

Alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione è candidato; il centrosinistra dei «rimasti» cinque stelle, delle correnti del partito democratico (in Sicilia sono formato «famiglia») e i Cento passi, lista che alle scorse regionali del 2017 venne creata proprio da Fava, quando, manco a dirlo, sempre a presidente della Regione s’era candidato.

Di che stupirsi? per Fava quello del candidato è professione:

1991 Candidato all’Assemblea Regionale Siciliana con La Rete: eletto.

1993 Candidato sindaco di Catania: non eletto.

1994 Candidato coi Progressisti alla camera dei deputati, collegio Picanello-Ognina di Catania: non

eletto.

1994 Lascia La Rete per approdare a Italia democratica, movimento fondato Nando Dalla Chiesa, altro fuoriuscito de La Rete.

1996 Candidato nell’Ulivo alla camera dei deputati, collegio di Molfetta, in Puglia (addirittura!): non eletto.

1999 Walter Veltroni, infatti, lo vuole (e solo uno come Veltroni poteva essere responsabile di un tale scempio politico) segretario regionale dei Democratici di Sinistra: Claudio diventa il «compagno» Fava.

1999 Candidato alle elezioni europee con i Ds: eletto

2003 Candidato alla presidenza della provincia di Catania: non eletto

2004: candidato alle elezioni europee lista Uniti nell’Ulivo: eletto.

2008 Capolista al senato per La Sinistra – l’Arcobaleno: non eletto

2009 Candidato alle elezioni europee con Sinistra Ecologia e Libertà: non eletto

2012 annuncia la candidatura a presidente della Regione Siciliana ancora con Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi e Italia dei Valori: non candidato (non risultava residente nell’Isola) ripiega gigantografie e i facsimili.

2013 Candidato alla Camera dei deputati con Sinistra Ecologia e Libertà in Lombardia: eletto

2017 Aderisce ad Articolo 1.

2017 Candidato, l’abbiamo detto, alla presidenza della Regione con «I Cento Passi»: non eletto

2017 candidato all’Assemblea Regionale: eletto.

Nella legislatura in corso, è stato presidente della commissione regionale antimafia, e il particolare non è di poco conto.

Un candidato di professione, dunque.

Fava l’ha raccontato a maggio a «CataniaToday», lo spirito con cui, appunto, s’è candidato ancora una volta e una volta ancora: «Per quanto mi riguarda arrivo con cinque anni di esperienza in più che mi hanno permesso non soltanto di portare in dote trent’anni di esperienza politica ma anche cinque anni di esperienza alla Regione, di conoscenza della macchina politica e amministrativa, dei suoi limiti e delle sue possibilità e delle priorità che appartengono alla Sicilia che ho verificato giorno per giorno nell’arco di questi anni».

A leggerla la dichiarazione, «portare in dote trent’anni di esperienza politica ma anche cinque di esperienza alla Regione», una cosa viene da dire: il ragazzo si farà.

Se l’è girate tutte le parrocchie, Fava, deputato regionale, deputato nazionale, deputato europeo, e a «cinque anni di esperienza» a botta, di trent’anni di politica si sta parlando.

Adesso le primarie: come inizio, un nuovo inizio, non c’è male.

Di trent’anni d’attività politica si sta parlando, e che cosa abbia fatto Claudio Fava non s’è capito; s’avesse almeno notizia d’un finanziamento che da Fava è stato portato …

Di trent’anni di attività politica si sta parlando, e d’una pietra posata non c’è traccia.

Vedi Catania, e ti chiedi: e Claudio Fava?

Tanto per fare un esempio, in città sono tanti ormai i giornali online; grazie ad alcuni giornalisti qualcosa s’è mosso, si dibatte in città: e il giornalista Fava? non pervenuto.

Di trent’anni di attività politica si sta parlando, e ne avesse mai scoperchiata una di faccenda; oddio che da lui fosse mai partita «quacchecosa»: niente di niente di niente.

Di trent’anni di politica si sta parlando, e come sempre interviene sempre dopo; quando con un articolo, se non, in tempi più recenti, con un post su facebook.

Vedi Palermo, e ti chiedi: e Claudio Fava?

Alle ultime amministrative, tanto per fare un altro esempio, è stato il magistrato Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, anche lei magistrato e moglie di Giovanni Falcone, a denunciare quel che stava accadendo.

Morvillo ha detto: «c’è chi strizza l’occhio ai condannati per mafia, che gli va dietro e li sostiene»; e il riferimento era chiaro ed era verso Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro. E rivolgendosi a chi «strizza l’occhio», Morvillo ha aggiunto: «voi con Falcone e Borsellino non avete nulla a che fare. Anzi se avete buongusto, evitate di partecipare alle commemorazioni».

Come sempre, Claudio Fava è intervenuto dopo … a traino.

Bisognava attendere che con un ragionamento ineccepibile intervenisse Alfredo Morvillo, perché il presidente della commissione regionale antimafia, tale era Claudio Fava, proferisse parola?

A volerla dire tutta, l’ha fatto a suo modo, Fava, un modo che è sempre lo stesso, un modo sempre interessato, interessato politicamente s’intende, chiamando in causa il potenziale avversario: Nello Musumeci.

«Per me – ha detto Fava – Dell’Utri può parlare con chi vuole, è un suo diritto. Il presidente della Regione Siciliana, lui no, non può parlare con chi vuole, soprattutto se il suo interlocutore è un condannato in via definitiva per mafia».

E però, Fava dimentica e gli va ricordato, che il centrosinistra, sua coalizione, con il partito di Dell’Utri non solo ci parla, ma ci governa la nazione.

Ma restiamo in Sicilia, per fortuna o purtroppo.

Vedi la Sicilia, e ti chiedi: e Claudio Fava? […]

Il 23 luglio si celebreranno le primarie del centrosinistra: ad oggi è candidato Claudio Fava e ad oggi è candidata Caterina Chinnici, in quota o in quota parte partito democratico.

Tra i «rimasti» Cinque stelle, dato il vincolo dei due mandati, Giancarlo Cancelleri, il più popolare tra gli anonimi pentastellati, il che è tutto dire, è incandidabile; come incandidabile lo è la sorella, Azzurra Pia Maria, anch’ella al secondo mandato, ma alla Camera dei deputati: è sempre questione di famiglie.

La notizia è stata appena battuta: Giancarlo Cancelleri s’è ritirato.

Il M5S che farà? o s’accoda o s’attacca o candida uno di bandiera, uno qualunque.

La conseguenza è una: le primarie saranno meno articolate del previsto; c’è Fava e c’è la Chinnici, basta e persino avanza …

Viene da chiederselo, le primarie a cosa servono? a pesare i partiti e dentro i partiti pesare le correnti e dentro le correnti pesare le famiglie; più che allargare il campo del centrosinistra, non vanno oltre il suo naso, il naso di Fava.

Che poi le primarie siano funzionali solo a Fava non ci vuole molto capirlo.

Di trent’anni di politica si sta parlando, e Fava farà sempre la stessa cosa: radunare un po’ di gente e fare proseliti; se le vince, le primarie, e arriva secondo alle elezioni (Fava non farà mai il presidente della Regione) è eletto deputato di diritto … altri «cinque anni di esperienza».

Se perde le primarie, si ricandiderà con una sua lista che capeggerà in tutti i collegi e se supera il 5% è eletto deputato … altri «cinque anni di esperienza».

Sempre di altri «cinque anni di esperienza» si tratta.

C’avesse creduto per davvero il centrosinistra, l’avrebbe dovuta lanciare per tempo, magari prima delle amministrative di Palermo, una candidatura unitaria e quindi autorevole; e Claudio Fava altro che cento passi, con generosità un solo passo avrebbe dovuto fare: il passo indietro.

Ma si sa, la generosità è come il coraggio, chi non ce l’ha non se la può dare.

C’è da vederlo il video, pubblicato sempre sul suo profilo facebook, dove è lo stesso Fava a lanciare la raccolta fondi, «da 5 euro in su», per la campagna elettorale; e proprio a lui che a suo dire non ha «né padrini e né padroni», l’espressione ricorda tanto Caltagirone (chi ha orecchie da intendere, intenda) una domanda gli va domandata: ma Fava quanto ci sta mettendo di tasca sua per la campagna elettorale?

Nell’attesa, sfoglieremo il libro appena pubblicato di cui il candidato di professione, Fava, è autore; «Centoventisei» è il titolo, e a quanto pare, come s’apprende dalla recensione apparsa su «La Sicilia», pare che «senza mai citarla esplicitamente, si parla della vigilia dell’attentato in via D’Amelio».

Francamente una cosa va detta: Fava è candidato, se la poteva evitare la pubblicazione d’un libro che avesse a che fare con via D’Amelio, anche se solo di sponda, anche solo come sfondo, anche se solo con un riferimento, «Centoventisei», la macchina imbottita col tritolo che ammazzò Paolo Borsellino e la sua scorta.

Coincidenza ha voluto che il libro sia stato pubblicato a ridosso dell’imminente anniversario, il trentesimo della strage che cade il 19 luglio; tra una presentazione e l’altra, il discorso sempre la andrà a cascare, e nel frattempo Fava, l’autore, è in campagna elettorale.

A conferma, la locandina dell’evento che si terrà a Palermo giovedì 30 giugno, con su scritto Claudio Fava il tuo Presidente, PRIMARIE in Sicilia, PRESENTAZIONE DEL LIBRO CENTOVENTISEI: c’è da indignarsi.

L’avesse fatto un avversario una cosa del genere, a chi l’avrebbe tenuto a Claudio Fava, che sarebbe comunque intervenuto dopo; e chi l’avrebbe sentiti i sedicenti «compagni» a seguire? l’avesse fatto un avversario, in piena campagna elettorale, la presentazione di un libro che anche solo di sponda, anche solo come sfondo, anche solo con un riferimento, «Centoventisei», con Paolo Borsellino avrebbe avuto a che fare, le accuse di strumentalizzazione, e non a torto, non si sarebbero contate.

Se la poteva evitare, e poteva pubblicarlo dopo, dopo la campagna elettorale, tanto Fava interviene sempre dopo.

Di trent’anni di politica si sta parlando e di trentacinque anni di politica si parlerà tra cinque anni; perché sì, c’è da scommetterci: Claudio Fava, tra cinque anni sarà pronto a candidarsi, forte di altri cinque anni di esperienza, pronto a farne altri cinque di anni di esperienza … e così via e così sia: quando uno è un professionista è un professionista.


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