Il “caso Metropolitana”: sei mesi di nulla!


Pubblicato il 10 Aprile 2026

Sulla METROPOLITANA di Catania forse non ci resta che ARRENDERCI !

Dopo numerosi articoli su ienesicule e altrettanti silenzi ed ambiguità, da parte di chi gestisce questa impresa di completamento – realizzazione della Metro catanese (leggasi: Ferrovia Circumetnea/Ing. Fiore, Commissario straordinario/Ing. Virginio Di Battista, Ministro Matteo Salvini) non ci resta altro che la resa. Anche perché dopo sei mesi di articoli e richieste di chiarimenti, in barba ad ogni principio di trasparenza  abbiamo assistito solo a tanti silenzi e tentativi di “scaricabarile”, interrotti sporadicamente da notizie a spizzichino apparse sul quotidiano La Sicilia.

Dispiace che a Catania la Metro si sia arenata proprio nel momento clou: il completamento della tratta tra Corso Sicilia e l’Aeroporto, che, con tutto il rispetto per Misterbianco e la sua area commerciale, doveva avere una precedenza pari alla velocità della luce. Infatti collegare il centro della City con l’aeroporto avrebbe avuto un grande significato di volano per il turismo, per non dire delle otto nuove stazioni destinate a collegare il centro città con zone talvolta abbastanza popolose quanto periferiche o problematiche (stazioni di: SAN DOMENICO, VITTORIO EMANUELE, PALESTRO, SAN LEONE, VERAZZANO (Villaggio Zia Lisa 2a / Villaggio Sant’Agata), LIBRINO, SANTA MARIA GORETTI, AEROPORTO).

Adesso su La Sicilia del 2 aprile leggiamo in prima pagina di CATANIA “FCE risolve il contratto con Medil. Ma non ci saranno ritardi”, insomma da restare basiti, ma come non ci saranno ritardi? un’opera che doveva quasi essere già conclusa resta appesa ad un nuovo appalto da bandire, con lavori poi da realizzare per un totale calcoliamo di almeno cinque anni di ritardo. Anni di ritardo che equivalgono a svantaggio economico e sottosviluppo sociale per la comunità catanese.Per non dire che vorremmo che qualcuno ci spiegasse i benefici economici e operativi che derivano da questa cacciata dell’impresa Medil e da un appalto ex novo.

Rimane sempre un enigma assistere al completo disinteresse di sindaco, consiglieri e deputati vari per un’opera che certamente non è di secondo piano per la vita di Catania, nè per il valore economico dell’appalto nè per le ricadute sulla vita cittadina.

Appare veramente strano, tanto impegno e tanto rumore per radere al suolo una piccola costruzione che ospitava il centro sociale autogestito di piazza Pietro Lupo per fare un parcheggio e il nulla dinnanzi ad un’opera vitale bloccata (di centinaia di milioni di euro) che avrebbe dato, questa sì, una bella boccata di ossigeno alla Città. Beh forse dobbiamo rassegnarci in questa Catania ad assistere a queste assurdità,  al trionfo del “migliore dei mondi possibili”  con tanti politici ed intellettuali nei panni del filosofo Pangloss nel Candido di Voltaire.

Martina Molino.


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