“Il superiore interesse del minore non può essere uno slogan”


Pubblicato il 19 Febbraio 2026

“Il superiore interesse del minore non può essere uno slogan”Il caso di “Luca” dinanzi al Tribunale di Catania

comunicato stampa.

L’Associazione Aurea Caritate APS, associazione antiviolenza impegnata nella tutela delle donne vittime di abusi e maltrattamenti e dei minori esposti a violenza domestica e vittimizzazione secondaria, interviene pubblicamente su una vicenda che coinvolge un minore di undici anni che, per tutelarne l’identità, chiameremo Luca.

Il caso si sviluppa nell’ambito di procedimenti civili e minorili dinanzi al Tribunale di Catania e successivamente alla Corte d’Appello competente.Nel corso degli anni, la madre del minore ha rappresentato in più sedi un contesto di abusi e maltrattamenti. Tali allegazioni sono state oggetto di valutazioni giudiziarie che hanno progressivamente ricondotto la vicenda nell’alveo della conflittualità genitoriale.

Dalla documentazione ufficiale – già trasmessa alle competenti Autorità ministeriali e alla Garante per l’Infanzia – emergono elementi che impongono una riflessione attenta e rigorosa:nei verbali redatti alla presenza dei Servizi Sociali del Comune di Catania, della Neuropsichiatria Infantile e delle Forze dell’Ordine è stata formalmente registrata la forte opposizione emotiva del minore ai tentativi di trasferimento;è stato rappresentato il rischio di esposizione a un evento traumatico in caso di esecuzione forzata;l’esecuzione non è stata portata a termine;il padre ha richiesto il collocamento del minore in casa famiglia.Quest’ultimo elemento impone un approfondimento serio e proporzionato.

Quando viene prospettato il collocamento in struttura di un minore che manifesta una posizione chiara e verbalizzata, il parametro centrale deve essere esclusivamente il superiore interesse del minore, non la dinamica conflittuale tra adulti.Nel caso di Luca emergono criticità che riguardano:l’effettività dell’ascolto del minore;la valorizzazione del contesto di abusi rappresentato negli atti;la prevenzione della vittimizzazione secondaria;la proporzionalità delle misure prospettate.

La Convenzione di Istanbul e la normativa nazionale impongono una lettura attenta delle situazioni in cui vi siano allegazioni di maltrattamento e minori esposti a violenza assistita. L’ascolto non può essere meramente formale, né il superiore interesse del minore può essere evocato come formula astratta.Il superiore interesse del minore non può essere uno slogan.Non può essere una formula ripetuta nei provvedimenti e disattesa nei fatti.Deve essere una pratica concreta, verificabile, coerente con gli atti e con la realtà vissuta dal bambino.La Corte d’Appello di Catania è chiamata a pronunciarsi domani, 19 febbraio, sulla vicenda.

Proprio per questo, il momento impone una riflessione pubblica e istituzionale sul significato concreto del superiore interesse del minore e sull’effettività del suo diritto all’ascolto.Aurea Caritate interviene per richiamare un principio fondamentale: ogni decisione che riguarda un minore deve essere realmente centrata sulla sua protezione, sulla sua stabilità emotiva e sulla prevenzione di ulteriori traumi.

L’Associazione chiede:un’attenta verifica istituzionale del percorso seguito;il pieno rispetto del diritto del minore a un ascolto effettivo;la rigorosa applicazione dei principi di tutela nei casi in cui emergano allegazioni di abusi e maltrattamenti;un monitoraggio della proporzionalità delle misure prospettate, inclusa l’ipotesi di collocamento in struttura.La tutela dell’infanzia non può essere oggetto di semplificazioni.Richiede equilibrio, competenza e responsabilità.

Associazione Aurea Caritate APS.


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