È TUTTO UN PLAUSO INTERESSATO Il giornalismo sportivo italiano ha storicamente detenuto -ed ha tutt’oggi – tratti di manifesto collateralismo. Stare vicini alle squadre ed alle società le cui gesta vengono narrate consente di accedere a scoop, notizie in anteprima, pettegolezzi, sfoghi. Il pegno da pagare è quello di assecondare la narrazione dominante, esaltare i […]
VOCI CRITICHE TRA I GIORNALISTI SPORTIVI A CATANIA ? ZERO ASSOLUTO
Pubblicato il 30 Ottobre 2026
È TUTTO UN PLAUSO INTERESSATO
Il giornalismo sportivo italiano ha storicamente detenuto -ed ha tutt’oggi – tratti di manifesto collateralismo. Stare vicini alle squadre ed alle società le cui gesta vengono narrate consente di accedere a scoop, notizie in anteprima, pettegolezzi, sfoghi. Il pegno da pagare è quello di assecondare la narrazione dominante, esaltare i personaggi al vertice, attaccare chi osa criticare.
È un giornalismo embedded, partigiano, fazioso, tifoso. Il cui unico scopo è quello di trovare strapuntini su cui accomodarsi glorificando se stesso a discapito della verità e del buon senso.
Un giornalismo che allieta i fruitori rendendoli più beoti di quanto probabilmente non siano.
Un giornalismo che confida che tutto vada sempre bene giacché nel momento in cui le critiche occorre sostanziarle, circostanziarle, trovare i responsabili di un andamento insoddisfacente diviene necessario proprio fare arricciare il naso -tossicchiando qualche parere disturbante – di chi si è vellicato sino al giorno prima.
A Catania questo andazzo si invera nella maniera più monumentale possibile. Ed in queste settimane in cui Catania Fc regala qualche risultato roboante – sebbene il Giugliano assomigli a nulla più che una squadra di promozione- è tutto un lodare, un plaudire, un blandire.
Nessuna voce critica esiste nell’etere con l’eccezione – ed è tutto dire – delle pagine social di “Magico Catania Group” e di “Amici Rossazzurri” uniche realtà che sollevano temi delicati, entrando nei gangli dei fenomeni, individuando storture ed illogicità di una struttura societaria che resta lacunosa, insoddisfacente, non manageriale nè coincidente con i canoni di un sodalizio calcistico moderno.
Le due testate di cui sopra – rette a quanto ne sappiamo da meri appassionati che non hanno inteso spegnere il cervello – conducono una battaglia solitaria contro le incongruenze e le incoerenze di un management – quello di Catania Fc- distante da standard accettabili.
In una città di circa trecentomila abitanti solo due pagine facebook svolgono pertanto una reale una funzione censoria (immodestamente ci autocitiamo anche noi delle Iene con talune sortite ma senza la cadenza quotidiana degli operatori di cui sopra)
Il resto del panorama è composto da quasi “soldatini” ubbidienti: tra chi da sempre verga articolini innocui ed epidermici , chi funge quasi da clown nel “circo mediatico” per la propria goffaggine, chi si atteggia a columnist senza avere mai neppure aperto un vocabolario, chi nobilita un’esistenza grama con un diritto di tribuna sportiva di puro intrattenimento, chi passa confusamente dalla censura al presenzialismo spinto con modalità che rasentano l’abuso di professione giornalistica e chi semplicemente cercando disperatamente un minimo di visibilità leccando a destra ed a sinistra ed incapace per converso ad articolare un giudizio negativo alla stregua di Fonzie in Happy Days nell’ammettere uno sbaglio.
Se pertanto è vero come è vero che il giornalista sportivo funge ormai da autentico cameriere surclassato come è in termini di visibilità da blogger che fanno della critica oppositiva il loro imprinting, a Catania il tutto si configura al cubo con un solerte, scientifico, ammiccante bacio della pantofola (se non slinguazzamento effettivo) per dichiarare la propria esistenza.
La critica ? La coerenza ? L’etica? Il rispetto degli sportivi ? L’onestà intellettuale?
Roba vecchia.
È l’ora dei peana ad un tanto al chilo.
Per una confidenza telefonica od un posticino in tribuna stampa -anche a chi non gli spetterebbe- dignità e coerenza possono andare a farsi benedire.
Saluti desolanti
Luca Allegra.




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