INTERVENTO DEL SEGRETARIO CITTADINO DI SINISTRA ITALIANA SUL PIANO REGOLATORE DEL PORTO


Pubblicato il 17 Dicembre 2025

Nel dicembre del 2024 il comitato di gestione dell’ASPMSO approvò la proposta di nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania. Da quel momento, considerata la rilevanza che ha il futuro del porto per l’economia catanese sia per le attività commerciali che per il turismo, si è sviluppato un grande dibattito nella città

L’attenzione dei cittadini si è concentrata sui contenuti della proposta di PRP, che prevedeva l’espansione a nord ed a sud ed un’elevata edificazione delle aree portuali.

Già vent’anni addietro in città si era molto discusso, soprattutto in termini conflittuali, di una proposta di PRP che prevedeva 1 milione di mc di nuove edificazioni, tanto che lo stesso consiglio comunale, il cui parere al tempo era obbligatorio, bocciò la proposta di PRP e per molti anni non se ne parlò più.

Sinistra Italiana ha espresso fin dall’inizio una fortissima contrarietà sul nuovo PRP, contestando la proposta di espansione in deroga a tutte le normative ambientali e, soprattutto la trasformazione del porto in un nuovo quartiere della città, con la previsione di 5 milioni di metri cubi di nuove edificazioni. In questo ultimo anno la città è diventata protagonista del dibattito, attraverso associazioni ambientaliste come Lipu, WWF, Legambiente, ma soprattutto gruppi di cittadini organizzati come il comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi e Volerelaluna, che non si rassegnavano a subire la valanga di cemento prevista dal nuovo PRP.

Non si tratta solo di tutelare un bene inestimabile come l’area del fiume Acquicella a sud o la scogliera dell’Armisi a nord, ma di domandarsi se l’espansione prevista e i milioni di mc di nuove costruzioni non mettano in discussione le funzioni proprie del porto, che, come recita l’art. 4 della legge n. 84/1994 sono commerciale, di servizio passeggeri, peschereccia e turistica

Il consiglio comunale, sia pure con una valanga di emendamenti i più contraddittori possibili e immaginabili, quanto inutili, lo scorso 21 marzo ha espresso parere favorevole alla proposta di PRP: ha votato così anche il gruppo consiliare del Partito Democratico, mentre un consigliere del PD ed i consiglieri cinquestelle hanno espresso parere contrario.

Ma le riserve e le critiche di Sinistra Italiana, espresse insieme ad altre forze progressiste ed a tante associazioni e comitati civici, erano, e sono, giuste e fondate.

La Regione Sicilia infatti, lo scorso mese di marzo ha espresso un parere obbligatorio sul nuovo PRP, prescrivendo la salvaguardia della scogliera dell’Armisi, riaffermando l’intoccabilità del torrente Acquicella, il cui alveo è protetto dalla legislazione ambientale, ma soprattutto contestando l’enorme e sovradimensionata edificazione per 5 milioni di m3 , del tutto inusuale per un porto di una grande città.

L’opposizione politica e sociale nonché le prescrizioni della Regione imponevano la modifica della proposta di PRP, cui il consiglio comunale aveva dato invece parere favorevole. Di recente il comitato di gestione dell’ASPMSO ha approvato un nuovo PRP, diverso dal precedente, ma che non comprende molte delle prescrizioni contenute nel parere della Regione.

Il nuovo PRP prevede infatti ancora l’espansione, anche se ridotta, a nord, cementificando parte della scogliera dell’Armisi , prevede interventi di modifica della delicata area del fiume Acquicella e soprattutto ribadisce la velleità edificatoria con circa 2 milioni di m3 di nuovi immobili, con altezze fino a 24 metri e conferendo al presidente dell’Autorità Portuale, come riportato nelle norme tecniche di attuazione, il potere di derogare ed aumentare ulteriormente volumi ed altezze.

Il comitato di gestione aveva previsto nella prima proposta l’edificazione nell’area del porto di Catania di un nuovo quartiere di 5 milioni di m3, grande come Librino: dopo il parere della Regione propone adesso una riduzione a 2 milioni e più di m3, una quantità di nuovi palazzi pari alla città di Tremestieri Etneo.

Ma quello che non convince proprio è la concezione autocratica che presidente e comitato di gestione hanno della propria funzione: di fronte al notevole e partecipato dibattito cittadino ed alle importanti e tassative prescrizioni della regione Sicilia, nel chiuso di una stanza, presidente e comitato di gestione hanno deciso quali prescrizioni accogliere e cosa riscrivere della proposta di PRP, in sfregio a quanto deciso dalla regione Sicilia: un atteggiamento degno del presidente della Federazione Russa.

Il processo democratico ed il rispetto di un importante ente come la regione Sicilia, imponeva ben altri comportamenti. Occorreva recuperare un grande vulnus, che ha inficiato fin dall’inizio il percorso del nuovo PRP: aprirsi alle competenze, alle proposte dei cittadini ed accogliere integralmente le prescrizioni della Regione Sicilia.

Sinistra Italiana continua a battersi contro la proposta di PRP ed appoggia le iniziative della società civile che intende battersi contro l’ondata di speculazione edilizia in esso previsto.

Sinistra Italiana ritiene, insieme ad altre forze politiche come cinquestelle e tanti altre associazioni, un dovere restare coerenti al programma elettorale del 2023 ed a quanto esso conteneva in merito al porto di Catania.

Noi crediamo che i programmi elettorali non valgano solo fino al giorno delle elezioni.

I programmi elettorali , invece, sono una bussola che deve guidare l’azione dei partiti politici, con l’intento di valorizzare le indicazioni e le idee nate dalla grande consultazione di cittadini, sindacati, associazioni, che ha suscitato l’entusiasmo, la partecipazione ed il protagonismo di quella parte della società civile che non intende rassegnarsi e che vuole impegnarsi nella difesa del bene comune, per assicurare un futuro al proprio territorio.

Perché partecipazione e coerenza sono il sale della democrazia rappresentativa.

Il segretario cittadino Marcello Failla.


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