La “mpracata” di Salvo Pogliese, “capitano non giocatore”


Pubblicato il 11 Agosto 2020

di iena marco pitrella.

La “mpracata” è la pestata di quel che passeggiando nelle strade di una città sempre più sporca, s’appiccica alle scarpe. E Salvo Pogliese, il sindaco sospeso, sta “mpracando”, giorno dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno, lui che s’è definito “capitano non giocatore” in una lettera apparsa sulla stampa.

Roberto Bonaccorsi, il vice sindaco ora facente funzioni, nell’ultimo consiglio comunale l’ha detto: “Le dimissioni del sindaco sarebbero contra legem, sarebbe come non rispettare la legge che infatti prevede la sospensione e non la decadenza”. E non ha torto, Bonaccorsi. Che, fra l’altro, sia una legge barbara va da sé: dura lex sed lex.

Però, c’ha persino ragione Lanfranco Zappalà dall’opposizione, e abbiamo detto tutto: “Siamo tutti garantisti, ma non si può governare fuori dal Palazzo”.

Sospensione per non sospensione, non c’è spazio per il “capitano non giocatore”, caro Pogliese; che poi politicamente non vuol dire niente, è al massimo un misero “dentro e fuori”. Fuori Pogliese! Perché è la legge, appunto, a dirlo: tutta la responsabilità a Roberto Bonaccorsi.

Ma dicevamo, ha “mpracato” Pogliese: come quando, su facebook, circolavano le foto di solidarietà di amici e amici di amici accanto proprio a lui, a Pogliese, manco fosse icona pop.

E, a fronte della “mpracata”, una domanda va domandata: ma Fratelli d’Italia, partito di cui è coordinatore regionale della Sicilia orientale, non prova alcun imbarazzo per il suo dirigente, sindaco sospeso della nona città d’Italia? E meno male che un tempo, da quelle parti, le parti di destra, di “libertà nell’ordine”; come dimenticare Ignazio La Russa in un celebre comizio degli anni 70, immortalato da Marco Bellocchio nel film “Sbatti il mostro in prima pagina”.

Ha “mpracato” Pogliese, e non si scappa, come quando nella lettera a dir poco “struggente”: viene da piangere… dalle risate.

Sospensione per sospensione, avaia, Salvo, non le scrivere certe cose: “io non sono Francesco Schettino!” Schettino ha abbandonato la nave di sua sponte, Pogliese è stato costretto, c’è pure l’ordinanza del prefetto, a lasciarla la nave; è stato sbattuto fuori con una sentenza… e senza ciambella. È stato condannato, quindi sospeso, il che proprio da quel che ha fatto Schettino, vigliacco per carità, è un tantino diverso (Chi gliele suggerisce le battute a Pogliese?).

Sospensione per sospensione, non c’è peggio che tirare in ballo gli assessori, dato il risultato.

L’ha scritto sempre nella sua lettera, Pogliese: “io sarò il tifoso di questa squadra…”

“Penso al sagace equilibrio di Sergio Parisi” : ma unni?

“Penso alla generosità di Ludovico Balsamo”: appiddaveru?

“Penso alla tenacia di Alessando Porto”: ma chi vo sentiri diri?

“Penso all’esperienza di Pippo Arcidiacono”: cu tu lu dissi?

“Penso all’entusiasmo di Michele Cristaldi”: a quantu siti?

Savuccio, ma tu u sai cu su i cristiani? Verrebbe da chiedere.

Sospensione per sospensione, si faccia da parte e la responsabilità se l’assuma quindi tutta Roberto Bonaccorsi: tanto, se tanto mi dà tanto, di Salvo Pogliese non se ne sentirà la mancanza.


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