Licenziamento precari Università di Catania, Fsi-Usae chiede controlli a Corte dei Conti e Anac


Pubblicato il 16 Dicembre 2020

Sulla mancata assunzione dei precari dell’Università degli Studi di Catania, la Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei oggi ha formalmente chiesto un accertamento sulla gestione delle risorse economiche, sull’utilizzo dei fondi e sui criteri adottati dall’Università nel reclutamento di personale. La Fsi-Usae ha, infatti, inviato una segnalazione alla Procura Generale della Corte dei Conti di Roma e della Sicilia e all’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione. La Fsi-Usae nell’interesse dei Lavoratori, continua a mantenere formalmente lo stato di agitazione nel rispetto della normativa vigente, reitera al Prefetto di Catania, di voler attivare la procedura di raffreddamento del conflitto con l’istituzione di un tavolo di conciliazione preventiva ai sensi della legge 146/1990 e di voler convocare apposito incontro tra l’organizzazione sindacale e l’Università di Catania al fine di ottenere una soluzione in tempi brevi invitando le parti, ognuna per quanto di rispettiva competenza, a fornire urgenti riscontri.

 “La Fsi-Usae manifesta il proprio disappunto e la propria contrarietà sulle modalità con le quali l’Università degli Studi di Catania gestisce le relazioni sindacali e la gestione dei fondi delle risorse economiche per l’assunzione del personale e degli introiti dalle tasse universitarie, per risolvere positivamente l’annoso problema dei lavoratori precari dell’Università degli Studi di Catania licenziati”, è quanto commenta Calogero Coniglio, segretario regionale e territoriale Catania della Fsi-Usae. “I vari solleciti di incontro rivolti all’Università e le continue richieste di rinnovo dei contratti precari scaduti dell’ateneo, a tutt’oggi hanno prodotto solo un inaccettabile ed ingiustificabile silenzio da parte dell’Università – continua Coniglio – Al di là della caduta di stile nel gestire le relazioni sindacali, la Fsi-Usae fa rilevare che il mancato riscontro alle comunicazioni inoltrate evidenziano una scarsa considerazione del sindacato in generale, ma più grave, è quella che appare nei confronti dei Lavoratori con contratto scaduto”.

 “Non vogliamo né pensare né credere che vi sia da parte dell’Università degli Studi di Catania una strategia  tendente a delegittimare il ruolo e la funzione del  sindacato. Siamo convinti invece che l’Università debba attuare tutte le strategie possibili per evitare tensioni e malumori, nel supportare il peso dei lavoratori licenziati imposti dall’attuale crisi economica che vive il paese”, aggiunge Maurizio Cirignotta, componente di segreteria.

“Fin dagli inizi della vertenza aperta il 22/07/2020 alla Prefettura di Catania, abbiamo dimostrato la nostra disponibilità a confrontarci senza preclusioni e pregiudizi, perché a prescindere dalle fisiologiche propensioni verso soluzioni diversificate che riteniamo legittime e salutari in un paese democratico, la Fsi-Usae è stata ed è sempre sostenitrice delle iniziative dirette al riconoscimento, alla tutela ed alla valorizzazione dei Lavoratori, al rispetto dell’applicazione dei contratti di lavoro, alla tutela dei servizi dei cittadini. Considerato che le assunzioni sono finanziate anche con risorse economiche già consolidate e disponibili con le immatricolazioni dell’anno accademico 2020/2021, non intendiamo più tollerare queste inefficienze che portano ad allungare il reclutamento del personale con contratto scaduto in tempi accettabili, diversamente da quanto accade notoriamente nel nostro paese in tutta la pubblica amministrazione con la dirigenza, dove si opera ormai, a salvaguardare consolidate situazioni di privilegio che generano solo discriminazione e malumore tra il personale dipendente”.

 “Abbiamo il dovere di creare una prospettiva o quantomeno di accertare se vi siano le condizioni per una prospettiva e per un futuro dei lavoratori, che da anni, con tanto sacrificio, abnegazione e impegno, hanno rispettato fino in fondo quelli che sono i principi deontologici e professionali. Stiamo qui a dare fino in fondo il nostro contributo, riteniamo che le istituzioni locali, quelle più prossime ai bisogni reali delle comunità, abbiano il dovere di affiancare i lavoratori auspicando che ognuno si assumi le proprie responsabilità. Inoltre il 18 settembre 2020 il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sugli organi di informazione e stampa nazionali commentando i dati sulle immatricolazioni. In particolare, i nuovi iscritti sarebbero aumentati soprattutto al Sud, con incrementi tra il 5 e il 10%. Il Ministro a riguardo sull’ateneo catanese ha dichiarato quanto segue: “A Catania l’incremento delle iscrizioni è del 5 per cento”.

 “In caso la Corte dei Conti ravvisi incongruenze e carenze rispetto alle gestione delle risorse economiche, la Fsi-Usae chiederà anche di verificare se tali somme siano state destinate ad altre finalità e se, oltre alla lesione delle disposizioni di legge e dei diritti dei Lavoratori, dovesse rendersi necessario individuare precise responsabilità, dare corso alle opportune iniziative giudiziali. Questo è il motivo per il quale siamo stati costretti a ricorrere alla Corte dei Conti: i Lavoratori hanno diritto a risposte certe”, concludono Coniglio e Cirignotta.

 Palermo, 16 dicembre 2020.


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