MACELLAZIONE EQUINA: POGLIESE (FDI), “NO A DIVIETO IDEOLOGICO, DIFENDIAMO TRADIZIONE, LAVORO E BIODIVERSITÀ”


Pubblicato il 21 Febbraio 2026

comunicato stampa

“La proposta di proibire la macellazione della carne equina va a intaccare tradizioni e cultura popolare, specialmente in terre come la Sicilia e Catania, dove la carne di cavallo è storia, tradizione e identità gastronomica”.
Lo dichiara il Senatore Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia) annunciando la sua opposizione alla proposta di legge che mira a estendere lo status di “non DPA” (Non Destinato alla Produzione di Alimenti) a tutti gli equidi sul territorio nazionale, di fatto vietandone la macellazione.
“Esistono già normative chiare che permettono al proprietario di scegliere se destinare l’animale alla filiera alimentare o meno. Trasformare questa possibilità in un obbligo generalizzato sarebbe un atto ideologico che ignora le conseguenze reali sul sistema economico e sociale”.
Il Senatore evidenzia i rischi concreti della proposta di legge: “Si andrebbero a colpire gli allevatori custodi delle razze autoctone, spesso in aree marginali, che rischiano di non poter proseguire nella loro attività con il rischio di una ingente perdita di biodiversità. Infatti, senza lo sbocco alimentare, molte razze equine italiane rischierebbero l’estinzione perché non più economicamente sostenibili. Il paradosso è che il vero benessere animale passa da un equilibrio: oggi l’80% dei maschi nati in allevamento viene macellato perché la loro presenza altera la dinamica del branco. Senza questo sbocco, si aprirebbero le porte all’abbandono o, peggio, a un mercato nero senza controlli”.
Pogliese lancia l’allarme anche sul fronte occupazionale e della legalità: “A Catania, come in altre province italiane, la filiera della carne equina non è solo cibo: è economia viva, è lavoro per migliaia di persone tra macellai e ristoratori, è attrazione turistica e gastronomica.
In Italia la filiera dell’allevamento equino destinato alla produzione di carne vede la Sicilia al primo posto assoluto con ben 2.532 aziende di allevamento equino, a fronte di un totale nazionale di 11.105 aziende, e con 8.051 cavalli allevati nell’Isola su un totale di 45.984 in Italia. Se si vieta la macellazione in Italia, la carne continuerà ad arrivare dall’estero, da paesi con regole meno rigide. O peggio potrebbe alimentarsi un mercato nero interno alla Nazione. Non avremo salvato un cavallo, ma avremo distrutto posti di lavoro e regalato il mercato a chi non rispetta standard di sicurezza, qualità e benessere animale”.
E conclude: “Il proibizionismo alimentare non è mai la soluzione. Difendiamo una regolamentazione rigorosa e trasparente, che tuteli l’animale e insieme il lavoro, la biodiversità e la libertà di scelta dei cittadini”.


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