Mafia, la Dia sequestra beni per un milione e mezzo di euro


Pubblicato il 06 Giugno 2012

a cura di Iena Antimafia

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per un valore di circa 1.500.000 euro, costituiti da diverse unità immobiliari poste in Catania ed in Augusta, auto e diversi conti correnti bancari a Giuseppe e Grazia Corra, rispettivamente suocero e moglie del boss Angelo Santapaola(nella foto), ritrovato cadavere, in territorio di Ramacca, il 30 settembre del 2007.

Il sequestro scaturisce da un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania, a seguito di complessa attività di indagine svolta dal Centro Operativo Dia di Catania, diretto dalla Procura Antimafia di Catania e segnatamente dal nuovo gruppo di lavoro di magistrati istituito per occuparsi di misure di prevenzione patrimoniale.

Nella fattispecie, l’attività operativa condotta dalla Dia di Catania, ha avuto come obiettivo quello di colpire il patrimonio ritenuto illecitamente accumulato da Angelo Santapaola, in applicazione della nuova normativa che consente di aggredire il patrimonio dei soggetti mafiosi anche dopo la loro morte, con riferimento ai beni di cui lo stesso poteva disporre e che si ritiene siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.

Angelo Santapaola, cugino di Benedetto, capo indiscusso dell’associazione mafiosa di Cosa Nostra Catanese denominata “Santapaola-Ercolano”, risulta deceduto il 26 settembre 2007; il cadavere veniva ritrovato il 30 settembre 2007 nelle campagne della piana di Catania, in Ramacca, insieme a Sedici Nicola, con cui in quel periodo era spesso in compagnia, bruciato e attinto da colpi di arma da fuoco.Nell’ambito dell’indagine condotta dalla Dia di Catania, culminata con l’operazione “Arcangelo”, Angelo Santapaola risultava essere gravemente indiziato, anche per il Gip presso il Tribunale di Catania che emetteva un’ordinanza di custodia cautelare, per avere diretto l’associazione mafiosa denominata “Santapaola”, ordinanza che non veniva eseguita in quanto, come detto Angelo Santapaola venne ucciso.Sull’omicidio di Angelo Santapaola è in corso, avanti la Corte di Assise di Catania, il processo nei confronti di Vincenzo Aiello, già rappresentante provinciale della medesima famiglia mafiosa, il quale avrebbe commesso il grave delitto anche per bloccare il comportamento troppo violento di Angelo Santapaola, comportamento che non veniva più condiviso neanche dalla sua famiglia.

Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale espletate dalla Dia, che abbracciano l’arco temporale compreso tra il 2000 e il 2011, volte a rilevare anche la capacità reddituale di Santapaola e del suo nucleo familiare, hanno permesso di identificare una serie di beni che, benché formalmente intestati a prossimi congiunti dello stesso, sono effettivamente riconducibili alla titolarità di quest’ultimo.

L’esito degli accertamenti ha evidenziato, in particolare, forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento di Santapaola nell’ambito dell’omonimo clan.

Il provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di Catania, ha interessato 16 unità immobiliari poste in Catania, un’unità immobiliare posta in Augusta, svariati conti correnti per un valore di circa 250.000 euro, 2 autovetture, per un valore complessivo di 1.5 milioni di euro.


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