Malasanità in Sicilia, tempi d’attesa troppo lunghi per le visite: Codacons diffida l’assessorato alla salute


Pubblicato il 30 Ottobre 2013

Francesco Tanasi, segretario dell’associazione di tutela dei consumatori: il Cup regionale non è stato mai creato. Ecco il comunicato:

“Il Piano della salute 2011-2013 ed il protocollo d’intesa tra Regione Sicilia e Ministero per la Pubblica Amministrazione prevedeva la nascita del CUP regionale per consentire di limitare le prenotazioni incrociate e pianificare meglio l’assistenza ai pazienti. Tuttavia, ad oggi il CUP non esiste e così i cittadini sono costretti a districarsi tra centralini intasati, orari limitativi e operatori sprovveduti per prenotare una visita medica.

Secondo Francesco Tanasi Segretario Nazionale del Codacons occorre dare un servizio celere e tangibile ai pazienti, ecco perché vogliamo che l’Assessorato si adoperi per istituire il CUP, perché il servizio sanitario regionale deve essere efficiente, poiché “non si giustifica che per una mammografia si attendano 541 giorni”.

D’altra parte, continua Tanasi, “che la sanità in Sicilia costituisse uno dei principali disservizi per il cittadino lo si sapeva già ma non era immaginabile che, a distanza di oltre due anni dal piano regionale per limitare i tempi d’attesa, non fosse stato ancora istituito il CUP”.

Peraltro, le persone che incappano nei disagi degli ospedali e delle cliniche convenzionate dell’Isola sono individui doppiamente sventurati, aventi contemporaneamente problemi di salute e difficoltà ad essere assistiti. Il paziente, difatti, si vede costretto a dover attendere diversi mesi, a volte anche cinque o sei, tra la richiesta e la visita, sebbene il Piano regionale per il governo dei tempi di attesa per il triennio 2011-2013 (Decreto della Regione Sicilia del 30.06.2011) preveda il rispetto di tempi ben precisi.Per tale motivo Tanasi ha dato mandato all’avvocato Bruno Messina, vice presidente regionale Codacons, di depositare una diffida nei confronti dell’Assessorato regionale della Salute affinchè vengano rispettati i tempi di attesa normativamente previsti nelle diverse strutture sanitarie siciliane.Non vi è dubbio, dice Tanasi che i motivi delle lunghe attese siano diversi, e vadano dall’inadeguatezza della strutture territoriali, carenti per numero e personale, alla mancanza, appunto, di un Centro Unico di Prenotazione regionale, che permetterebbe di effettuare un’unica chiamata per scoprire quale delle strutture ospedaliere possa fissare un appuntamento prima delle altre. Ma di ciò non può pagarne le conseguenze il cittadino, anzi più precisamente il paziente, perché spesso la diagnosi di una malattia fatta in tempo può salvargli la vita, mentre l’accertamento clinico in ritardo può cagionargli il decesso.L’avvocato Messina dichiara che “se per una visita si attendono anche sei mesi il malato è costretto a rivolgersi alle strutture private a pagamento”. “Ma, non tutti se lo possono permettere, così si finisce per avere in Sicilia pazienti di serie A e pazienti di serie B”.”

 


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