MUSICA, MASCALUCIA: STASERA CONCERTO DI RED CANZIAN. UN PEZZO DI STORIA DEI POOH


Pubblicato il 24 Agosto 2014

I retroscena di un appuntamento molto atteso…

di iena canterina 

Stasera, alle 21, all’Anfiteatro Trinità Manenti di Mascalucia, concerto di Ren Canzian, 41 anni di musica coi Pooh. L’evento è stato presentato in conferenza stampa, alla presenza anche del vicesindaco Fabio Cantarella (nella foto).

“Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto”. Questo è il nome del tour di Red Canzian. Sono passati ben 41 anni dal suo ingresso nei Pooh, anni di musica, concerti e viaggi in tutto il mondo, sempre alla ricerca di nuove sonorità da proporre, sempre pronto a scrivere nuovi brani che puntualmente diventano la colonna sonora di quel bellissimo film che è la vita.

In questo periodo in cui i Pooh hanno deciso di fermarsi per ricaricare le batterie, e preparare i festeggiamenti delle loro nozze d’oro con la musica, diventa difficile stare lontani dalla musica e dal pubblico.

Red Canzian presenta “HO VISTO SESSATA VOLTE FIORIRE IL CALICANTO” con la partecipazione di: gli Archimia, Rudy Michelutti, Ivan Geronazzo, Phil Mer al piano e alla batteria e con la partecipazione di Chiara Canzian.

Canzian è personaggio notissimo, bassista dei Pooh, ma anche chitarrista con un passato hard rock svelato nella sua biografia “Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto. La mia vita, i mio sogni”.

Quella stessa biografia oggi è diventata uno spettacolo-concerto.
“È uno spettacolo che parte dal 1951 e si conclude ai giorni nostri – ha raccontato l’artista -. Un resoconto musicale della mia vita da “Grazie dei fiori”, che vinse il Festival di Sanremo nell’anno in cui sono venuto al mondo, continua con le canzoni degli urlatori e così via cantando arriva fino a oggi».

Canzian ha ricordato anche che “i Pooh sono nati in Sicilia: i primi concerti, mi hanno raccontato, li fecero in Sicilia nel 1966″.

Poi un annuncio: “Ii 30 settembre uscirà il mio disco da solista. Il titolo c’è già, ma non posso ancora svelarlo. Ho raccolto tutta la musica della mia vita, è un regalo che mi faccio e sarà un lavoro anche rock nel quale, però, non ci sarà spazio per l’elettronica. In questo senso sarà un ritorno al passato quando si stava in sala d’incisione a suonare e suonare finché tutto non era perfetto”. 


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