Nave Diciotti: il Ministero dell’Interno, succursale della Lega, è fuori dallo Stato… di diritto


Pubblicato il 30 Agosto 2018

Quel che sta accadendo sulla nave Diciotti dice tanto, troppo, tutto: il Ministero dell’Interno è fuori dallo Stato. Dice che se ne avesse almeno un minimo di senso dello Stato, Matteo Salvini, capirebbe e saprebbe che di una nave della marina militare italiana si sta parlando e mica una qualunque ONG della purtroppo archiviata indagine del Procuratore Zuccaro.

Dice della storia dei 179 migranti da tre giorni ostaggio, privati della libertà e dunque della dignità. Dice quel che la politica siciliana non dice, impegnata  ad accreditarsi proprio a Matteo Salvini, intento a gettare al tavolo della propaganda un centinaio di vite. Dice che al plauso delle Istituzioni, Salvini, preferisca l’applauso, magari di qualche caporale che italiani e stranieri, bianchi e neri, va sfruttando: basterebbe farsi un giro campagne, campagne: “pe Savvini, pe Savvini”! esultano i capò.

Dice nella nota di Magistratura Democratica che “suscita interrogativi inquietanti di vario tipo”, che è “un ulteriore violazione dei valori e delle regole della Costituzione”. Dice, nell’indagine del Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, “sequestro di persona” e dice nelle parole del Garante Nazionale dei Detenuti, Mauro Palma. Dice persino Roberto Fico e dice, sembrerebbe, anche Mattarella. Dice, nella denuncia del luogotenente della Guardia Costiera, Antonello Ciavelli, che è “imbarazzante e pericolosa” la vicenda: a parlare un militare e non uno di quelli che… “porti aperti”. Del resto, proprio chi è convinto che l’accoglienza non si faccia in punta d’arancino (o ai bordi di una cipollina) dovrebbe “non smarrire – per parafrasare la Camera Penale – l’ordine delle priorità”. Dice che l’esser pro o contro l’immigrazione non è, qui, in discussione, semmai è altra la questione: ed è nel credere che la cosiddetta “primavera araba”, correva l’anno 2011, sia stata una festa della liberazione piuttosto che la causa della destrutturazione del mediterraneo, dell’idea di Europa e dell’Italia tutta.

Dice tanto, troppo, tutto alla nostra coscienza la speranza dei 27 minori che hanno toccato terra. Dice che si è smarrito il senso dello Stato che nel diritto si misura e di questo Stato Matteo Salvini ne è Ministro dell’Interno: da quando il Viminale è ridotto all’esercizio del libero arbitrio.


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