NON CADE NEL TRANELLO DEL TRUFFATORE E CHIAMA I POLIZIOTTI: SVENTATA IN TEMPO REALE DALLA POLIZIA DI STATO UNA TRUFFA AD UN ANZIANO. ARRESTATO 43ENNE CATANESE


Pubblicato il 14 Settembre 2025

comunicato stampa dalla questura di Catania.

Si è spacciato per un appartenente alle forze dell’ordine per orchestrare una truffa, pensata nei minimi dettagli, nei confronti di un anziano catanese di 74 anni. L’uomo, però, non è caduto nel tranello e ha subito chiesto l’intervento della Polizia di Stato, tenendo il truffatore incollato al telefono per diversi minuti.

Il copione utilizzato ha seguito uno schema già impiegato in altri casi di truffe agli anziani: dopo aver contattato telefonicamente la potenziale vittima, il truffatore si è qualificato come un appartenente alle forze dell’ordine e ha tentato di allarmare l’anziano, propinando una storia del tutto falsa e legata al coinvolgimento di un familiare in un grave incidente stradale. Nel caso specifico, all’uomo è stato raccontato che il figlio aveva investito un’anziana in una strada di Catania e che la donna era stata trasportata d’urgenza in un ospedale della città in gravi condizioni e che rischiava addirittura l’amputazione di un arto.

Dall’altro capo del telefono, il 74enne si è subito reso conto del tentativo di truffa in atto e, mentre assecondava il suo interlocutore, ha chiesto l’intervento della Polizia attraverso un parente che, proprio in quel momento, si trovava in casa con lui. Ricevuta la segnalazione, la Sala Operativa della Questura di Catania ha chiesto l’intervento di una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Centrale” in modo da raggiungere tempestivamente l’abitazione dell’anziano, in una via del centro cittadino.

In pochi istanti, i poliziotti del Commissariato sono giunti sul posto e hanno trovato il 74enne ancora al telefono con il truffatore che, nel frattempo, aveva cercato di estorcere informazioni sullo stato economico della vittima per prospettare una soluzione per il figlio in modo da far cadere tutte le accuse sulle fantomatiche responsabilità legate all’incidente stradale.

Per dare una maggiore credibilità alla storia, il sedicente graduato ha passato al telefono un presunto avvocato di fiducia che ha prospettato il pagamento di una cauzione di 7.500 euro per ottenere il rilascio immediato del figlio.

La vittima ha fatto finta di assecondare la richiesta di denaro, proponendo un pagamento di 4.000 euro in contanti, con l’aggiunta di alcuni oggetti in oro, tra collane, bracciali e orologi, in modo da coprire la cifra richiesta. Pensando probabilmente di aver messo a segno il colpo, il truffatore ha accettato quanto proposto dall’anziano, invitandolo a inserire tutto in una busta che sarebbe stata ritirata da un delegato.

Nel frattempo, i poliziotti presenti in casa hanno allertato gli altri colleghi del Commissariato, chiedendo l’intervento di personale in borghese per presidiare le strade limitrofe alla residenza della vittima, in modo da garantire una cornice di sicurezza al momento dell’arrivo del “delegato” del truffatore.

I poliziotti, in borghese, si sono appostati in vari punti, monitorando, minuto dopo minuto, tutti i movimento e i possibili punti d’accesso alla zona. Da lì a poco è stata notata un’auto dalla quale è sceso un uomo che si è avvicinato al portone di casa del 74enne che, per tutto il tempo, è rimasto al telefono con il truffatore. A quel punto, dopo aver citofonato, il “delegato” ha raggiunto l’appartamento e ha cominciato a chiedere all’anziano, con una certa insistenza, dove avesse messo la busta con i soldi e i preziosi. A quel punto, l’uomo è stato circondato e bloccato dai poliziotti in borghese e in uniforme.

Dopo essere stato condotto in Commissariato, il “delegato” è stato identificato per un catanese di 43 anni, con diversi precedenti di Polizia e, dopo gli accertamenti di rito, è stato arrestato per il reato di tentata truffa aggravata, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva.

Informato il PM di turno, il 43enne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida. Il Giudice per le indagini preliminari, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per l’uomo la misura degli arresti domiciliari. Sono in corso accertamenti per l’identificazione di eventuli complici.


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