Orti della Susanna, Giuseppe Lombardo (Mpa): “La nostra battaglia diventa un progetto concreto per Catania”


Pubblicato il 02 Settembre 2026

«La decisione della Città Metropolitana di avviare formalmente il percorso per l’acquisizione degli Orti della Susanna è una notizia importante per Catania. È un primo risultato concreto di una battaglia che abbiamo sostenuto con convinzione, quando ancora il destino di quest’area sembrava sospeso tra il rischio di nuove edificazioni e la possibilità di restituirla definitivamente alla città».

Lo dichiara il deputato regionale di Mpa Grande Sicilia, on. Giuseppe Lombardo, commentando il decreto con il quale la Città Metropolitana ha approvato l’operazione strategica finalizzata all’acquisizione al patrimonio pubblico del Parco della Susanna.

«Su questo tema il Mpa ha avuto una posizione chiara fin dall’inizio. Già lo scorso anno avevamo indicato un percorso alternativo alla paventata ipotesi di speculazione edilizia in quell’area. Nei mesi successivi abbiamo continuato a lavorare, coinvolgendo cittadini, associazioni e istituzioni, sostenendo la petizione popolare e promuovendo iniziative sul territorio. Anche il Consiglio comunale ha dato un segnale importante, esprimendosi unanimemente a favore di un percorso di tutela e valorizzazione dell’area».

«Va dato atto al sindaco metropolitano Enrico Trantino di avere raccolto questa sollecitazione e di avere compiuto un passaggio amministrativo importante. Adesso, però, bisogna andare fino in fondo».

Per Lombardo, il tema centrale diventa quello delle risorse necessarie a completare l’acquisizione: «Il decreto rappresenta l’inizio, non il punto di arrivo. Occorre individuare le risorse e costruire un progetto capace di coniugare tutela ambientale, rigenerazione urbana e servizi per la collettività».

«Gli Orti della Susanna possono diventare uno dei simboli di una Catania che cambia modello di sviluppo. Meno consumo di suolo, più verde, spazi per le famiglie e i bambini, attività sociali e didattiche, inclusione e servizi. Un grande polmone verde che conservi la memoria e l’identità di Cibali e, nello stesso tempo, guardi al futuro», prosegue il deputato autonomista.


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