Si è svolta, a Le Ciminiere, l’inaugurazione della mostra documentaria internazionale “Anne Frank. Una storia attuale”, promossa in occasione del Giorno della Memoria 2026. La mostra, realizzata dalla Anne Frank House di Amsterdam, è allestita presso il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943, al piano terra del Phil Stern Pavilion, spazio espositivo dedicato alle […]
Palermo, dopo la morte di Valeria il ministero dispone la sospensione delle attivita’ dell’Oncologia del Policlinico ‘Giaccone’
Pubblicato il 20 Aprile 2012
di iena sanitaria
Vi ricordate il drammatico caso della giovane mamma morta perché nel corso di un ciclo di chemioterapia le somministrarono 90ml di farmaco piuttosto che 9ml? Era lo scorso dicembre e adesso, dopo accurati controlli eseguiti dalla commissione multidisciplinare ispettiva, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, hanno disposto la sospensione temporanea delle attività dell’Unità operativa di Oncologia del Policlinico ‘Giaccone’ di Palermo.
La donna, Valeria Lembo di 34 anni, a causa di quel tragico errore, lasciò anche un figlio di sette mesi oggi senza madre per uno sbaglio che con un pizzico d’attenzione poteva essere evitato.
Il ministero della Salute ha inoltre chiarito che il provvedimento si è reso necessario “per gli elevati e permanenti livelli di rischio per pazienti e operatori e per la mancanza delle garanzie circa le necessarie condizioni di qualità e di sicurezza. La commissione ispettiva ha rilevato, infatti, un numero significativo di criticità: la carenza di formalizzazione su chi è autorizzato a prescrivere, preparare e somministrare i farmaci; prescrizioni effettuate prima di vedere i pazienti e senza rivalutazione; controllo insufficiente delle giacenze dei farmaci chemioterapici e della tenuta dei frigoriferi; preparazione affidata, a rotazione, al personale infermieristico, talvolta precario; mancato coinvolgimento della farmacia; preparazione dei farmaci in contesto strutturalmente ed organizzativamente inadeguato; uso di sacche per l’infusione dei farmaci chemioterapici senza etichetta completa; mancanza di schede analitiche individuali per le terapie; assenza di un programma di formazione per il personale che prescrive, prepara e somministra chemioterapici; assenza di procedure per la comunicazione ai pazienti e familiari; inosservanza delle regole rispetto al ruolo degli specializzandi”.




Lascia un commento