Pfizer Catania, comunicato congiunto sindacati: Non sono esuberi. Sono persone, famiglie e futuro. Decisione inaccettabile


Pubblicato il 08 Luglio 2026

Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici,e CISAL sono unite e parlano con una sola voce: la decisione di Pfizer di licenziare 330 lavoratori, ai quali si aggiungono altri 40 lavoratori somministrati tramite Randstad, molti dei quali impiegati nello stabilimento da circa dieci anni, è inaccettabile e sarà contrastata con ogni iniziativa sindacale.

Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro.

Le organizzazioni sindacali, si sono riunite questa mattina nella sede della UGL di Catania. erano presenti: Carmelo Giuffrida e Angelo Mirabella (UGL Chimici), Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL), Mimmo D’Antone e Alfio Avellino (Uiltec UIL), e Giuseppe La Mendola (CISAL).

La linea decisa è di mobilitazione dura. La mobilitazione partirà immediatamente: il 9 luglio è convocata un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento; il 17 luglio si terrà un sit-in davanti ai cancelli della Pfizer; il 22 luglio, in occasione del tavolo ministeriale, sarà proclamato lo sciopero con manifestazioni a Catania e a Roma, dove una delegazione di lavoratori raggiungerà il Ministero.

Chiediamo le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso. La gestione degli ultimi anni ha prodotto soltanto un progressivo ridimensionamento del sito, fino alla chiusura del Penicillinico e agli annunciati licenziamenti. Chi ha contribuito a questo fallimento industriale deve assumersene la responsabilità.

Altrettanto gravi sono i silenzi della politica. Prendiamo atto della richiesta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di un intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma adesso servono fatti. Incomprensibile è il silenzio del sindaco di Catania, Enrico Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città.

Non permetteremo che una multinazionale presente a Catania dal 1959 abbandoni il territorio lasciando centinaia di famiglie senza reddito e un altro vuoto industriale. Da oggi la risposta dei lavoratori sarà unitaria, determinata e visibile in ogni sede.


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