Pierpaolo Montalto: “Via chi ha permesso che si oltraggiasse il nome del sindacato e della sinistra”


Pubblicato il 10 Giugno 2020

Una riflessione durissima, “spietata”, contro “chi sta permettendo agli sciacalli di dire che (a sinistra, ndr) siamo tutti uguali , contro chi ha permesso che fosse oltraggiata l’immagine del sindacato che fu di Giuseppe Di Vittorio e Placido Rizzotto”. A farla è oggi su Facebook Pierpaolo Montalto, icona storica della sinistra catanese, commentando duramente la “bufera” politica che in questi giorni si è abbattuta contro alcuni protagonisti della sinistra e del sindacato, in primis Angelo Villari, Concetta Raia e Giacomo Rota, a seguito dell’operazione “Malupassu” e dei riscolti giudiziari sul dissesto del Comune di Catania. “Dovete andare via”, scrive ancora Montalto. “La sinistra e il sindacato hanno energie straordinarie per potersi riprendere e reagire, se riusciremo a fare chiarezza, se riusciremo ad ottenere che non accada mai più”, conclude Montalto. 

“Per me la questione prima che essere morale è politica. La sinistra ha perso la sua anima nel momento in cui ha coltivato il campo delle destre. Le privatizzazioni,  le clientele, i tavoli di spartizione del potere, ci hanno esposto a una tempesta senza precedenti. 

Le responsabilità penali devono sempre essere accertate nelle sedi opportune: rifiuto i processi sommari sui giornali e per me si commentano le sentenze definitive. Le responsabilità politiche richiedono però interventi immediati. Chi ci ha esposto allo sciacallaggio delle destre, deve immediatamente andare via. Chi sta permettendo agli sciacalli di dire che siamo tutti uguali, deve immediatamente andare via. Chi ha permesso che fosse oltraggiata l’immagine del sindacato che fu di Giuseppe Di Vittorio e Placido Rizzotto, non merita di avere come casa una Camera del Lavoro. Chi si è inchinato alle logiche del potere, chi si è confuso con la melma, non deve più essere accomunato al nostro mondo.

La sinistra e il sindacato hanno energie straordinarie per potersi riprendere e reagire, se riusciremo a fare chiarezza, se riusciremo ad ottenere che non accada mai più. Ripartiamo da chi si è opposto al governo Lombardo, da chi ha continuato a battersi nei luoghi di lavoro, da chi è stato emarginato per avere avuto il coraggio di non restare in silenzio. Ripartiamo da chi per anni ha denunciato una deriva politica indecente e non ha avuto  bisogno dei mostri sbattuti in prima pagina per ricordare che dovevamo rappresentare bisogni diversi, valori diversi. Giù le mani dal popolo della  sinistra, perché noi non saremo mai  “i loro” e rimaniamo tutta un’altra storia”.

Iena controrivoluzionaria Marco Benanti.

 


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