Politica e rimborsi, allo scoppiare dell’inchiesta alla Provincia di Catania, Zito (M5s): “le falle del sistema permettono le truffe”


Pubblicato il 02 Marzo 2013

Sulla scia dell’indagine a Palazzo Minoriti, i “grillini” dicono che…

lI Movimento monitora da tempo la questione in Sicilia e il gruppo dell’Ars sta raccogliendo le carte da tutta l’isola per scovare i furbetti. “Già arrivato parecchio materiale e rilevato qualche caso sospetto”. Per arginare il fenomeno dei rimborsi fasulli i parlamentari a 5 Stelle hanno presentato un disegno di legge che ridisegna l’intera normativa

 

“Nessuna sorpresa, le falle del sistema rimborsi permettono le truffe”. Stefano Zito (nella foto con un comico), deputato del Movimento Cinque Stelle all’Ars – non è per nulla meravigliato dall’inchiesta sui rimborsi alle aziende versati dalla Provincia di Catania per le assenze dal lavoro fatte dai politici per esercitare il loro mandato.”Seguiamo la questione da tempo”, dice Zito “un’inchiesta su questo tema è stata avviata al Comune di Siracusa, probabilmente su input del materiale pubblicato sul sito degli attivisti a Cinque Stelle della zona”.E altre potrebbero aggiungersene nel prossimo futuro. Alla sede del gruppo parlamentare del Movimento, infatti, continuano ad arrivare gli incartamenti richiesti ai più grossi comuni siciliani.”Abbiamo già notato qualche caso sospetto – dice Zito- su cui focalizzeremo la nostra attenzione, chiedendo ulteriori delucidazioni”.Il meccanismo della potenziale truffa è semplice: i consiglieri comunali e provinciali vengono assunti dalle aziende subito dopo essere stati eletti e, conseguentemente, scattano i rimborsi per le loro assenze dal lavoro da erogare alle imprese che li mettono a libro paga.”E’ quantomeno strano – continua Zito – che un’azienda in cerca di forze lavoro punti sull’assunzione di persone che presumibilmente potrà utilizzare in rare occasioni, perché fagocitate dagli impegni istituzionali. Ancor più strano è che i freschi consiglieri assunti dalle aziende siano spesso inquadrati con livelli molto alti e con conseguenti rimborsi spettanti veramente cospicui”.Parallelamente alla raccolta dei documenti i deputati regionali del Movimento si stanno adoperando per disinnescare possibili truffe in futuro.”Abbiamo presentato – dice Zito – un disegno di legge che modifica sostanzialmente le prescrizioni della attuale normativa sui rimborsi”.Le principali modifiche apportate alla legge regionale 30 del 2000 prevedono l’abbattimento della somma rimborsabile, che passerebbe dagli attuali due terzi della retribuzione del sindaco a un quarto. L’istituzione di controlli costanti, l’elargizione del rimborsi solo alle ditte in regola con il durc (il certificato di regolarità contributiva) ed iscritte alla camera di commercio). Ed ancora, l’erogazione dei rimborsi solo a consiglieri che non abbiano ricoperto il ruolo di titolare o amministratore unico nell’azienda da cui sono stati presi in carico nei cinque anni precedenti all’assunzione o a coloro che non abbiano fatto improvvise ed immotivate progressioni in carriera.


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