Politica: l’ingrato


Pubblicato il 24 Febbraio 2019

di iena marco benanti.

Finale da dittatorello dello stato libero di Bananas: sul finire del secondo congresso regionale di “Diventerà Bellissima, stasera in un noto hotel sul lungomare di Catania,” Nello Musumeci “s’impaia” Raffaele Stancanelli, “accusato” di “non essere libero” ma di dover dare conto a Fratelli d’Italia sulla linea politica. E Stancanelli, uomo di cuore e fatica che ha creduto in Musumeci in solitudine contro tutti e contro tutto, va via dalla sala. Non solo: l’area che fa riferimento al senatore viene marginalizzata. “Pulizia etnica”?

E così finisce nel peggior dei modi un’assise politica all’insegna del compromesso al ribasso, o meglio della “non scelta”: né con Salvini, né con la Meloni. “Mani libere”, insomma: una linea rivendicata da Nello Musumeci con i soliti toni da consumato oratore, che sa toccare le corde del “suo” pubblico. Un po’ come avviene a teatro.

“Sono democristiani, altro che fascisti”: la battuta è girata in questi giorni negli ambienti politico-giornalistici catanesi. E oggi, a sentire gli interventi, sembrava di essere tornati ai tempi di Rumor.

Ma, il bello, o peggio il brutto: Stancanelli aveva chiesto, sostenuto da tanti, una linea “meno democristiana” e più aderente al quadro politico reale: risultato? Su di lui è arrivato l’ “anatema” del “Gran Capo” Nello. E la fuoriuscita dalla sala di Stancanelli: e meno male che il non sempre apprezzato sindaco di Catania di qualche anno fa si è battuto per anni a favore di Musumeci, con rinunce e fatiche di ogni genere. Contro tutti.

“Morale” finale: Nello Musumeci dimostra ancora una volta che dietro la sua brillante immagine si cela anche la scorza autoritaria e autoreferenziale del politico classico. Non solo: “brillerebbe” -dietro le quinte, come accade ai consigliori del politico classico- la “luce” di un “grand commis” che frequenta come suo costume salotti e gente del bel mondo. Come accade ai vecchi e ai buoni borghesi.

Per fortuna, di Raffaele Stancanelli, uomo animato da sincera passione (con la quale ci siamo spesso scontrati a viso aperto) ma anche da “ingenuità politica”, ce n’è uno solo.


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