Politica sotto il vulcano e il “sogno berlusconiano” di Giuseppe Berretta: “Catania America del Mediterraneo”. E 10.000 posti di lavoro dal turismo


Pubblicato il 20 Gennaio 2013

Meno male che il “Cavaliere” è “fuori moda”; ma non lo è il “berlusconismo”: ecco cosa viene fuori dall’ultima lettera a “La Sicilia” del candidato a sindaco e alla Camera. In nome del “rinnovamento”….

a cura di iena “pacifista” Marco Benanti 

Con Enzo Bianco lite? Giammai! Solo divergenze politiche. Io voglio le primarie, lui nicchia. E sbaglia. E poi io voglio cambiare Catania: partecipazione, rinnovamento, quartieri popolari, turismo. Con un sogno: “l’America del Mediterraneo”. E poi tanto per cambiare: 10 mila posti di lavoro. Col turismo!

La missiva di Giuseppe Berretta sul giornale di Ciancio di stamane è l’ennesimo trionfo della mediaticità, delle parole ad effetto, dei programmi buoni per i gonzi. E su tutto: una finta pace con l’avversario (dello stesso partito, per così dire). E poi negare, negare tutto. E naturalmente, non ricordare le responsabilità di governo del passato, le cose non fatte, i cambiamenti mai arrivati…. Ma tutto questo non è “roba berlusconiana”?

Andiamo a leggere: “non è in atto alcuna “lite” e nessun duello rusticano”. Solo “divergenze”. Su cosa? “…Sul percorso che deve portare la coalizione di centrosinistra alle elezioni per il sindaco di Catania...”. Allora, ripetiamo: nessuno scontro, solo divergenze di opinioni. Però “…c’è chi nicchia chi ha deciso di prendere tempo, di dire né si né no, anzi più no che si. Lo ritengo un errore politico…”Ma ci vuole uno “scossone”, un “grande cambiamento”. Capito? Tutto chiaro. Perchè Berretta pensa in grande:

“…io penso ad una Catania “America del Mediterraneo” che giochi un nuovo ruolo nel turismo internazionale in grado di creare diecimila nuovi posti di lavoro…”.

Questa è l’ “alternativa” culturale e politica al berlusconismo che tanto “indigna” le “anime belle” (candide no, perchè conoscono molto bene -e le applicano- le regole del sistema dominante, queste “anime belle”) del centrosinistra. C’era chi parlava di fare di Catania la nuova Barcellona, c’è chi prima ancora ha parlato di un milione di nuovi posti di lavoro: ricordate, quelli del centrodestra? Ecco, appunto.

Ma sopratutto la “lite” con Bianco non c’è. Peccato che fino a domenica scorsa, Berretta sia uscito con un comunicato “di fiamme e fuoco” contro Bianco. E peccato che ad ottobre, il Pd di Catania abbia tentato di “fare fuori” il candidato di Bianco alle regionali, Daniele Capuana. Ma la segreteria del Pd a chi risponde? Alla Cgil o a Berretta? Oppure a tutti e due, visto quasi sono sovrapponibili quanto a posizioni politiche? Che poi Bianco e la sua area sia da tempo immemorabile una sorta di “partito nel partito” con il Pd Liberal, questo è un altro “mistero” tutto democratico alla catanese. Ma per essere credibili bisogna essere sopratutto autorevoli e dotati di autonomia politica. E poi avere l’umiltà di ammettere che in passato, quando il centrosinistra ha governato, la città poteva cambiare veramente e ciò non è accaduto. Anzi! Ne vedete in giro -dalle parti del Pd catanese- gente all’altezza di tutto questo?

  


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