PsycoPd, clamoroso!Luca Spataro scopre che Renzi e’ un bluff!


Pubblicato il 03 Settembre 2018

E’ un anno zero. La sconfitta del Pd è chiara, netta, inequivocabile, storica. Una larga parte del Paese si sente più fragile dopo la crisi, indebolita, vede il futuro con enorme preoccupazione. Una larga parte del Paese ha fatto emergere una domanda forte di protezione e sicurezza. Sia Lega che 5s hanno offerto avversari facili con cui prendersela, i migranti, la politica tradizionale. Il Pd non ha saputo interpretare questa domanda. Non lo ha saputo fare soprattutto al Sud dove ha schierato una classe dirigente che, salvo qualche rara eccezione è considerata, non a torto, incapace e responsabile della situazione difficoltà.

Pd ha avuto l’occasione di governare tutte le regioni del Sud. Ed ha fallito, non ha saputo offrire un cambiamento e anzi si è inalberata nelle logiche di una politica vecchia e logora. Renzi aveva promesso il lanciafiamme, invece ha promosso nei fatti le logiche più becere dei potentati locali. Ed è arrivata una sonora punizione. E’ un voto anti establishment. E noi siamo vissuti come l’Establishment, cioè difensori dello status quo.

Il centrosinistra regge e ha buoni risultati solo nelle aree del Paese, delle stesse grandi agglomerazioni urbane che si sentono incluse nei processi dell’economia. Il Pd va bene nel centro di Città come Milano, Torino e Roma, quando ti sposti dal centro crolla. Il problema è che nella crisi gli esclusi, coloro che hanno pura di diventarlo, e comunque coloro che pensano che il loro futuro sarà peggiore, sono aumentati. Non hanno trovato nel Pd una risposta.

Il racconto del Paese di chi ce la fa, ce la fatta, è entrato in collisione con questo sentimento diffuso. M5s e Lega hanno offerto due risposte diverse a questo bisogno di protezione e hanno interpretato il senso comune del Paese. Il senso comune o lo assecondi o provi a cambiarlo, una cosa è certa, se lo ignori è esiziale. La rabbia sociale puoi trasformarla in battaglia collettiva, in sentimento di solidarietà e di riscatto, non puoi liquidarla come fatto irrazionale. Per farlo devi essere organizzato nella società. I partiti una volta servivano a questo a creare coscienza e consapevolezza nel popolo.

C’è poi un tema generale che non è solo italiano. La politica si è confinata in una posizione subalterna rispetto ai grandi processi economici che passano sulla testa delle persone e degli Stati. Una posizione di irrilevanza, quasi scenografica, che non è in grado di azionare processi che addomestichino l’economia. Questo fa si che una larga parte di cittadini ritenga le istituzioni incapaci di difendere la società dai fenomeni che più la rendono inquieta. Le politiche economiche agiscono oggi dentro zerovirgola. Non conto sul fatto che chi ha raccolto questo grande consenso sia in grado di sovvertire la politica dello zerovirgola, la lega infatti offre una risposta identitaria, il M5s credo non abbia gli strumenti per farlo. Di Maio nel corso delle elezioni ha fatto il tour dei centri finanziari per accreditarsi come affidabile. Il problema resterà quindi. In questo senso credo che la politica vada rifondata. La rabbia sociale non basta cavalcarla, se ti limiti a quello prima o poi ti ributta giù, devi offrirgli un percorso democratico.

Ora bisogna ricostruire. Per farlo bisogna partire da qui, senza scorciatoie, né furbizia. Assumendosi tutte le responsabilità. Bisogna farlo con umiltà, quella che ci è mancata, e senza supponenza, quello in cui abbiamo abbondato, ovviamente mi ci metto anche io. Luca Spataro da facebook


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