Regione, Santo Primavera (Mpa-Grande Sicilia): “Dirigenza su due fasce, formazione continua e merito per rafforzare l’amministrazione”


Pubblicato il 10 Aprile 2026

“La Sicilia ha bisogno di una dirigenza regionale selezionata e adeguatamente formata, capace di affrontare con responsabilità e trasparenza il governo degli interessi pubblici e collettivi”.

Lo dichiara l’on. Santo Primavera, deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, intervenendo sul tema della riorganizzazione della dirigenza regionale.

“Una dirigenza articolata in due fasce – prosegue – è indubbiamente più coerente con un’Amministrazione che voglia fondare la propria organizzazione sul merito e su criteri oggettivi di selezione. Al contrario, una struttura su un’unica fascia avrebbe rischiato di ampliare in modo eccessivo e indistinto la platea dei potenziali destinatari di incarichi apicali, con il concreto pericolo di affidare funzioni di massima responsabilità anche a soggetti privi di un’adeguata esperienza nella gestione di strutture complesse”.

“Come Mpa abbiamo favorito un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali, affinché si giungesse a una convergenza in sede legislativa per varare una riforma che allinea la Sicilia all’ordinamento nazionale, così come più volte auspicato anche dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti”.

Primavera evidenzia inoltre un ulteriore intervento migliorativo: “Con un apposito emendamento all’articolato in discussione intendiamo rafforzare la qualità della funzione dirigenziale della Regione Siciliana, introducendo un sistema strutturato di formazione continua, strettamente collegato ai meccanismi di valutazione della performance e al conferimento degli incarichi”.

Infine, il deputato regionale richiama l’attenzione su un tema ancora aperto: “Resta da affrontare il nodo del riallineamento del trattamento economico, sia della dirigenza apicale sia del comparto non dirigenziale, agli standard previsti per i dipendenti dello Stato, in attuazione dell’articolo 14, lettera q, dello Statuto siciliano, oggi di fatto disatteso. Su questo punto è auspicabile una nuova e ampia convergenza, anche alla luce dello svantaggio competitivo che la Sicilia registra nella capacità di attrarre competenze qualificate, come dimostrano gli esiti degli ultimi concorsi regionali”.


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