Riccardo Pellegrino da San Cristoforo: altro che mafia, una serie di archiviazioni


Pubblicato il 18 Giugno 2019

di Iena Anti Antimafiosa marco benanti

Effettivamente con quel taglio di capelli e quella parlata non esattamente da “Leonardo Da Vinci” per quelli della “Catania Bene” Riccardo Pellegrino da San Cristoforo è il “perfetto modello” di “carusu” sul crinale o magari oltre del crimine. Volete che la “gente perbene” di Catania possa superare i propri schemi? Magari, un giorno, per guardarsi allo specchio e mettersi paura, guardando dal vivo chi vive nel privilegio e magari si vanta di poter risolvere i propri “problemi” con qualche “amico buono”? Non è il caso, suvvia…

Beh, allora registriamo l’ennesima indagine per 416 ter (scambio politico-mafioso) finita in archiviazione: informiamo che non è la prima volta. E’ successo altre due.

Ma andiamo avanti. A Pellegrino da San Cristoforo (come si dice nella “Catania Bene”) hanno sequestrato il telefono, gli hanno controllati i dati, ma niente: niente boss! Niente coppole (nemmeno un’amante, PerDio!) Riprova la prossima volta? Chissà, come accadeva una volta nelle confezioni dei “chewing-gum”.

Da sei anni circa Riccardo Pellegrino da San Cristoforo è sotto osservazione. Nel frattempo ha fatto il consigliere comunale ed è accaduto anche che abbia fatto comizi nel suo quartiere (notizia di reato, nemmeno lo avesse fatto davanti a piazza Verga).

Però, ha un processo in corso per voto di scambio semplice: avrebbe pagato (in totale 5 mila euro!) per ottenere voti (ma pare che forse non gli sono nemmeno arrivati! Ma che “malavitoso” sarebbe uno che non si fa portare i voti per cui ha pure pagato?). Però Pellegrino da San Cristoforo ha un amico che porta un cognome “pesante”: Carmelo Mazzei. Di professione “parrinu”, ma con cotanto cognome. E dire che la televisione vaticana gli ha pure dedicato una trasmissione come esempio di vita, come esempio che la mafia non è una “condanna” automatica. Poi c’è la storia del fratello Gaetano, condannato in primo grado: insomma, si direbbe, mettendo tutto insieme, un quadro indiziario senza tema di smentita. Del resto questi “brutti ceffi” mica sono nati in Corso Italia, la strada del “quartiere-bene” dove non si sbagliano i congiuntivi.

Nel frattempo Pellegrino da San Cristoforo ha citato in sede civile l’on. Claudio Fava, insomma è andato contro il “Sacrario” della “Catania antimafiosa”. E ha pure fatto altrettanto per il meglio del giornalismo catanese ovvero contro Antonio Condorelli. Che dire: roba da fare tremare i polsi e le vene. Siamo garantisti sempre, attendiamo l’esito.

Ma, a proposito, a San Cristoforo l’hanno sistemate quattro scuole, quattro posti di lavoro puliti li hanno creati gli “scienziati” dell’ “antimafia” e dei “valori costituzionali”?


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

comunicato stampa dalla Questura di Catania. La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo, cl. 69, esponente del clan Mazzei di Catania, condannato in via definitiva a 13 anni e 10 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed altri reati. L’uomo, contestualmente alla pronuncia della sentenza di condanna, risalente all’ 8 gennaio scorso, […]

5 min

Le nuove terapie stanno cambiando profondamente la storia clinica del carcinoma uroteliale. Immunoterapia, anticorpi farmaco-coniugati e strategie terapeutiche sempre più integrate stanno aprendo scenari che fino a pochi anni fa erano impensabili. È stato questo il filo conduttore del congresso scientifico “Carcinoma Uroteliale Metastatico in Sicilia: Esperienze, Sfide e Nuovi Orizzonti”, che ha riunito all’Hotel Federico […]

1 min

Dopo otto anni l’Etna è protagonista di gare federali Nello scorso weekend la pista Anfiteatro di Star Etna ha fatto da naturale palcoscenico alla manifestazione sportiva dal titolo “Memorial Gioacchino Russo Morosoli”, gara di Slalom Gigante organizzata dallo Sci Club Mareneve di Linguaglossa, che ha visto la partecipazione di atleti di tutte le categorie. Dopo […]